Fuori Settore – I Piedi Buoni

Renaud Lavillenie

“Quello ha due piedi che sono due bombe!”
“Ha una forza spaventosa, ma a piedi stiamo a zero”
“Si sa, se uno non ha i piedi…”
Se frequentate un campo di atletica da almeno tre mesi non potete non aver sentito almeno una volta una di queste frasi. O almeno una che gli assomigli da vicino.
Frasi che chi non appartiene al nostro mondo non solo farebbe fatica a comprendere, probabilmente penserebbe che a chi le pronuncia è capitato qualcosa di brutto ai centri del linguaggio.
Non è così per voi. Per noi.
Per chi fa atletica quelle parole apparentemente prive di senso logico sono chiarissime. I nostri piedi e come lavorano sono la differenza fra il salire sul podio e il rimanere sull’erba a fotografare gli amici, fra il migliorare il personale e il restare fermi poco dopo la linea del traguardo, con le mani sulle ginocchia e la bocca aperta a elemosinare ossigeno, chiedendosi cosa non ha funzionato.

Questa piccola riflessione, filosofia da Lidl se vogliamo, ci è venuta guardando diversi post dei nostri amici su Facebook che pubblicavano i loro “selfeet”.
Quelle foto, con il loro punto di vista tutto particolare, raccontano più di mille parole: un momento di relax durante gli allenamenti, la preoccupazione per un dolore che non se ne vuole andare, la soddisfazione per un risultato.
E allora ci siamo chiesti: come sono i vostri piedi? Cosa raccontano di voi e del vostro modo di affrontare l’atletica?
Per rispondere a queste domande abbiamo pensato di realizzare un sondaggio particolare: condividete le vostre foto sulla nostra pagina ottocorsie.blogspot.it e cliccate “mi piace”, la foto che riceverà il maggior numero di “like” diventerà la nostra immagine di copertina per tutto il mese successivo.

Martina e Valentina Facciani

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