“On your marks!” – TricoloRieti. La prima giornata. Velocisti alla riscossa. Il Bilotti ritrovato.

Il podio dei 100 Promesse
Era ampiamente previsto che la prima giornata degli Italiani Juniores e Promesse sarebbe stata dominata dalle emozioni dei 100 piani e così è stato. 
Forse anche oltre il previsto.
In quali condizioni di forma siano arrivati a Rieti gli sprinter lo si intuisce fin dalle batterie: fra gli juniores Mulassano (Novatletica Chieri)  si migliora di 12 centesimi e fa 10.68, Corsa (Folgore Brindisi, numero uno delle liste) si qualifica senza eccessi in 10.73. Nella gara delle under 23 Irene Siragusa (Esercito) scrive sul tabellone 11.61 e la Bongiorni (Forestale) porta il personale un centesimo più su. Un solo centesimo divide anche le migliori fra le “sorelle minori”, con la palermitana Torrisi che va in pole con 11.89 davanti a Germini (Atl. Reggio) e Spadotto Scott (Bracco Milano). Fra gli uomini fa buona impressione Galbieri (Riccardi,10.43), ma soprattutto Lorenzo Bilotti (Biotekna Marcon) che brucia il rettilineo blu in 10.46 e si lascia andare a un urlo liberatorio che la dice lunga su quanto desiderasse trovare la zampata giusta dopo un periodo contrastato. Ma le buone notizie per la velocità targata E/R non finiscono qui: in finale entrano anche Boateng (Interflumina) e Forghieri (Fratellanza) fra le juniores e le promesse Pettenati (Fratellanza) e Gianantoni (Virtus Bologna) che portano i personali a 10.52 e 10.61. La gara giusta nel giorno giusto per questi due ragazzi che in questa stagione non avevano espresso il loro potenziale al meglio.
Quando si va sui blocchi per distribuire le medaglie la tensione è alle stelle. 
Corsa mette il turbo, vince in 10.63, spiega che in batteria stava scherzando e lascia il palcoscenico alle ragazze. 
Sarà stato il nervosismo per l’importanza della posta in palio? O forse perchè capita di sbagliare anche ai migliori? Fatto sta che in partenza la Germini non pare brillantissima e si sa, sui 100 non puoi sbagliare niente. La Torrisi ha le ali ai piedi e porta il personale a 11.79, anche Calliari (11.88) e Spadotto Scott (11.90) si migliorano e la staccano di quanto basta perchè sia costretta a inseguire fino alla fine senza riuscire a colmare il gap. Per quello che ha fatto vedere in questa stagione avrebbe meritato di più, ma il cronometro è una macchina che tiene conto solo di se stessa.
Anna Bongiorni sovverte i pronostici della vigilia e il risultato delle batterie e va a prendersi l’oro davanti alla Siragusa (11.66 contro 11.68).
Altro giro, altre medaglie e quando arriva il turno degli under 23, la febbre dell’agonismo sale di un altro paio di gradi.
Ilaria Mazzetti
Cattaneo (Riccardi), capofila stagionale fino a poco prima, ha vinto la sua batteria in 10.52, ma non è piaciuto fino in fondo, chissà forse nemmeno a se stesso. 
Pronti…poi due spari in rapida successione. E quando il giudice gli si para davanti con il cartellino rosso alzato al milanese non resta altro da fare che disperarsi e andare in fondo alla pista a guardare gli altri che si preparano nuovamente.
Al secondo start Giovanni Galbieri spinge sui blocchi meglio di tutti gli altri, scappa via come un proiettile, si distende e sulla medaglia scrive il suo nuovo personale: 10.38.
Bilotti con un colpo di reni ferma il cronometro a 10.52, ma probabilmente davanti a sè, più del verde della maglia dell’avversario, vede la luce in fondo al tunnel della sfortuna. 
Quello che non sembra credere ai suoi occhi è il carpigiano Pettenati che si ripete poco al di sopra dei livelli della batteria e mette al collo una medaglia di bronzo che ben pochi gli avrebbero pronosticato il giorno prima.
Mentre i velocisti fanno lo show salti e lanci scremano per comporre le finali.
Nel lungo juniores ce la fanno Chiara Calgarini (Icel Lugo 5.56m), Ilaria Mazzetti (Francesco Francia, 5.48m)  e Jasmine Mukasi (Atletica Ravenna, 5.40). 
Sara Fantini non si sforza più di tanto, fa tre giretti semplici semplici, butta il martello a 57.11m e torna in tribuna a guardare le altre gare aspettando la finale. A far compagnia alla diciottenne parmigiana ci saranno la piacentina Gremi (Atl. Brescia 1950, quarta del ranking con 52.33) e la ferrarese (sponda Cus) Anna Botti che parte undicesima con 47.10m.
E’ bastato rimanere 10 centimetri al di sotto dell’1.70 richiesto per qualificarsi per la finale dell’alto junior femminile e sono state due le nostre a riuscirci: la sammarinese Michelotti e la lughese Plodziszewska. 
Anna Botti
I 400  mandano in finale junior Luca Calvano (Fratellanza, 49.20) e in quella Promesse il romagnolo Alex Pagnini (Atletica Capanne) che compie un’ennesima impresa e si qualifica con il quarto tempo (47.94). 
Ayomide Folorunso, all’esordio con la maglia delle Fiamme Oro, fa un giro di riscaldamento in 54.78. Se dovesse decidere di correre veramente in finale…
Quando la pista diventa campo da gioco dei mezzofondisti gli specialisti della nostra regione si fanno valere. Il diciottenne Federico Mengozzi (Sacmi) si fa apprezzare sugli 800m e domani partirà dalla terza posizione grazie al suo 1.53.42. 
Nella seconda batteria della gara Promesse Bizzotto (Cus Parma) e Tamassia (Fratellanza) formano un tandem che detta il ritmo fino alla fine e si qualificano senza grandi sforzi. Il club modenese piazza in finale anche la promessa Chiara Casolari seconda in 2.13.96 nell’eliminatoria “atipica” vinta in solitaria dalla Baldessarri in 2.04.30.
Quasi a fine giornata arrivano le prime due medaglie per l’Emilia-Romagna.
La prima è quella più preziosa, arriva dalla pedana del lungo Promesse e a conquistarla è il piacentino Lorenzo Dallavalle. Al secondo salto il biancorosso atterra a 7.43m, un centimetro al di sopra di Antonino Trio (Cus Palermo) che per tutto il resto della gara cerca il salto buono senza riuscirci.
Al sesto turno, con la vittoria già in tasca, Dallavalle allunga ancora di due centimetri e mette il suo sigillo. Buon quinto, anche se molto lontano dal 7.75m indoor dello scorso anno,  l’altro piacentino Stefano Braga che nel suo miglior volo ha lasciato il segno più vicino a 7.24m.
Le ultime emozioni di giornata arrivano dai 3000 siepi che il diciannovenne  “marziano” Chiappinelli (Uisp Siena) corre senza compagnia in 8.39.12, Simone Colombini va vicinissimo al personale e ferma il cronometro sul tempo di 9.03.77 a soli tre centesimi dalla medaglia d’argento di Said Ettaqy (Esercito).
Simone Colombini

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