“On your marks!” – TricoloRieti. Seconda giornata. Fantini, Folorunso, Bizzotto: Parma rules!

Il podio del martello junior femminile
Se la prima giornata non è stata certo avara di soddisfazioni per gli atleti dell’Emilia Romagna, dall’intensissimo programma della seconda ci si aspetta anche di più. E non a torto.
Le martelliste vanno in pedana poco prima dell’ora di pranzo e dopo le qualificazioni ci si attende una sfida tiratissima fra Sara Fantini e Lucia Prinetti Anzalapaya, con tutte le altre a giocarsi l’ultima medaglia disponibile. Sara apre le danze con un 58.86 che mette subito in chiaro quale sia la sua condizione, la vercellese risponde con un modesto 53.33m, molto lontano dalle sue possibilità. 
Al secondo passaggio in pedana la Prinetti accorcia le distanze (56.20m), ma non riesce a impensierire la parmigiana che si ripete sopra i 58 metri. 
Sara Fantini
La svolta definitiva della gara avviene prima dei lanci di finale. La pemontese aggiunge 8 centimetri, Sara mette un nullo sul referto, ma  arriva la piacentina Agata Gremi a dare una bella scossa all’andamento di una gara che  sembra correre su binari già decisi. I preliminari, poi i giri e quel martello che vola lontano e sembra non voler cadere mai che mette un bel po’ di paura alle prime due. Quando la misura compare sul display la Fantini si rilassa, la Prinetti si dispera: 57.14m, personale disintegrato (+ 1.60m) e medaglia d’argento che prende la direzione della via Emilia.
Con questo colpo di adrenalina la gara, nella pratica, si chiude. La cussina va ancora una volta vicina alla sua miglior misura di giornata prima di limitarsi a controllare negli ultimi due turni, le sue avversarie. invece, fanno entrambe un filotto di tre nulli che raccontano bene come i lanci siano una specialità in cui la componente mentale è di primaria importanza.
Mentre le martelliste ricevono le medaglie le saltatrici in alto entrano in pedana. 
Anna Plodziszewska (Atl. Lugo) e Melissa Michelotti fanno la strada insieme fino a 1.65 dove la polacca inciampa in tre “X”, mentre la sammarinese, che ha un personale di un solo centimetro superiore, passa al primo tentativo. Alla quota successiva la saltatrice del Titano butta giù per due volte l’asticella, ma la terza rincorsa è quella giusta: nuovo personale e settimo posto.
Nel frattempo i velocisti non stanno a guardare: le Promesse Pettenati (Fratellanza) e Valbonesi (Sacmi Imola) danno un’ottima impressione e si qualificano per la finale dei 200 metri con il quarto e quinto tempo (21.29 e 21.32) e fra gli junior Stefano Arrè (Interflumina) scende per la prima volta sotto i 22 secondi ed è settimo fra i qualificati. Nelle batterie delle under 18 Leonice Germini porta il personale a 24.66 e si fa riservare una corsia per il turno successivo, il bis di finali non riesce invece a Georgina Boateng che, nonostante si migliori fino a 25.18, rimane la prima delle escluse.
Chiara Calgarini
Sono tre le “nostre” fra le dodici finaliste del lungo junores e non deludono le attese: Chiara Calgarini (Atl. Lugo) apre la gara con il nuovo personale di 5.73m ed è nuovamente di bronzo a un’anno di distanza dal podio di Torino, la ravennate Mukasi fa una bella serie che culmina con l’ultimo salto a 5.71 (personal best) ed è quarta, Ilaria Mazzetti (Francesco Francia) eguaglia il suo 5.50m in apertura e si guadagna il bonus di tre salti extra.
Nei 100 ostacoli Juniores la campionessa italiana dell’Eptathlon Lucia Quaglieri (Modena Atletica) abdica, nonostante il nuovo personale di 14.12,  dalla leadership stagionale della specialità ed è terza dietro a Gyedu (Gs Valsugana, 14.07) e Mulatero (Atl.Pinerolo) 14.08.
Nella pedana del giavellotto juniores anche la modenese Greta Romei, dopo aver fatto + 70 centimetri sul  pb in qualificazione (43.39m), si ferma in finale a un buon 42.74m che non riesce a regalarle una medaglia. Per il bronzo servono cinque metri in più.
Virginia Braghieri (Cinque Cerchi Piacenza) non trova la spallata giusta, si ferma a 11.72 (la sua peggior prestazione di quest’anno) ed è sesta nella classifica del peso promesse.
Poco prima delle 16.00 lo starter da il via alla finale dei 400 piani junior donne. La domanda che tutti si fanno non è che vincerà, ma se Ayomide Folorunso riuscirà a battere il primato italiano della Oberstolz di 53.32 che dura dal 1999. La risposta purtroppo è negativa, ma manca veramente poco ormai.
La fidentina vince per distacco in 53.46, davanti alla palermitana Mangione che scende per la prima volta sotto i 54″ (53.95). L’occasione buona potrebbe arrivare a quegli eurojunior in cui è attesa a un ruolo da protagonista assoluta.
Fra i pari età la vittoria va a Giuseppe Leonardi (Enterprise Benevento) che in 47.12 va ad un passo dalla top ten di categoria, il modenese Calvano porta il personale a 49 netti ed è sesto, migliorando di una posizione rispetto alle qualificazioni.
Greta Romei
Fra le promesse Alex Pagnini (Atletica Capanne) forse risente della stanchezza o forse è già mentalmente appagato e non riesce a dare il massimo, fatto sta che non ripete la straordinaria prova della batteria ed è ottavo in 49.11, tempo che nel 2014 avrebbe migliorato il suo personale di quasi mezzo secondo, quest’anno è “soltanto” la quarta prestazione stagionale.
Sulla carta il disco promesse dovrebbe avere un padrone assoluto in Stefano Petrei (Malignani Udine) che vanta un personale di 58.96 nettamente superiore a tutti gli altri, ma già al primo lancio si intuisce che il friulano non è in giornata. Martin Pilato (Atletica Ravenna) fa 53.35 al primo turno e si porta in testa. Al quarto lancio Petrei passa a condurre con 53.67m e quando entra in pedana il ravennate risponde con quello che sembra un buon lancio. Il responso dei giudici suona come una beffa: 53.66m, medaglia d’argento.
Bizzotto (Cus Parma) e Tamassia (Fratellanza) hanno condotto affiancati la loro batteria degli 800, e affiancati sono anche alla partenza della finale in quarta e quinta corsia. 
Enrico Riccobon (Athletic Club Belluno) è il favorito della vigilia dall’alto del suo 1.48.10 e anche in batteria ha dato un’ottima impressione, ma quando parte la gara per le medaglie si intuisce che lecose andranno diversamente dal previsto. Il parmigiano ha le ali ai piedi, tatticamente non sbaglia nulla ed è il primo a piombare sul traguardo con il nuovo personale di 1.48.02. Per Bizzotto è medaglia d’oro, mezzo secondo in meno al proprio primato e decimo posto nelle graduatori regionali all time.
Tamassia chiude ai piedi del podio in 1.51.28, vicinissimo al personale.
Marta Baruffini
Stesso piazzamento ottenuto nella gara femminile dalla sua compagna di club Chiara Casolari che si migliora di quasi un secondo correndo in 2.11.86.
Gabriele Natali (Atletica Ravenna) si era qualificato in extremis per la finale del peso juniores con 14.64m, rischiando di tornare a casa in anticipo sul previsto. Forse è per questo che nella gara per le medaglie apre con il nuovo personale a 15.09m che lo metterà alla fine al sesto posto, due gradini più in su della sua posizione nelle entry list.
Marta Baruffini (Cus Parma, invece, aspetta il secondo turno per ritoccare il primato a 13.03m  e mettersi al collo quella medaglia di bronzo che con soli due centimetri in più sarebbe potutat diventare più pregiata.
51.18m bastano invece a Giulia Rossetti, piacentina in forza alla “Brescia 1950”, per il settimo posto nel martello Promesse.
Martin Pilato
Nei 3000 siepi Martina Merlo (Esercito) rimane molto lontana dai suoi livelli migliori e vince sul ritmo di 10.24.31. Ad approffitarne è la modenese Francesca Bertoni che si migliora di tre secondi e mette al collo una brillantissima medaglia d’argento.
Le ultime gara di giornata, le due finali dei 5000 metri, regalano buoni piazzamenti: i due junior della Fratellanza Giacobazzi e Stefani fanno segnare i nuovi pb a 14.52.29 e 15.20.10 e sono rispettivamente quarto e settimo, le Promesse della Casone Noceto, Scalas e Cacaci, sono quinto e settimo in 14.27.59 e 15.00.80. 

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