“On your marks!” – Sulmona, Campionati Italiani Cadetti. Mezzo pieno o mezzo vuoto?

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Il bicchiere è mezzo pieno o è mezzo vuoto? E’ cosa nota che questo classico dilemma non ha una risposta giusta, dipende dall’atteggiamento mentale di chi guarda.
Se il bicchiere di cui parliamo è lo stadio di Sulmona in questo fine settimana possiamo dire senza temere obiezioni che è colmo di acqua (piovana). Se invece parliamo dei risultati della squadra dell’Emilia-Romagna torniamo nel campo della soggettività.
A dare una risposta ottimista sarà certamente Riccardo Orsoni, il marciatore del Cus Parma che si presentava al via come detentore delle prime tre performance stagionali con più di mezzo minuto di vantaggio sul secondo. Come previsto il cussino ha indossato la maglia di Campione d’Italia e lo ha fatto senza incorrere in ammonizioni e inoltre ha messo anche una piccola ciliegina sulla torta: ha tolto un centesimo al personale.
Bicchiere pieno, di champagne oseremmo dire, anche per Enrico Zangari che non solo ha vinto la gara del lancio del disco, ha vinto anche la scommessa che lo ha portato a rinunciare a una medaglia quasi certa, vista la sua seconda posizione nelle graduatorie del getto del peso, per sfidare se stesso e la sorte. Il forte lanciatore della Rimini Nord ha scelto di rischiare e nel diluvio abruzzese ha fatto il colpo grosso: 40.73m, medaglia d’oro e quasi mezzo metro di miglioramento del personale.
Riccardo Orsoni ed Enrico Zangari
A non farlo sentire solo sul podio ci hanno pensato Simon Tchiofo Zeudjio (Fmi Parma Sprint) che si è messo al collo un’inattesa medaglia di bronzo con un lancio di 37.28m e Davide Marchiò (Sintofarm), settimo con 34.73m.
Ronaldo Wickremasinghe il bicchiere lo ha riempito per tutta la stagione a forza di bordate da più di 16m e sono sue ben sette delle migliori dieci prestazioni dell’anno. Non poteva esserci vittoria più annunciata della sua, ma per un’attimo quel bicchiere ha rischiato di rovesciarsi in una delle gare più tirate di questa rassegna tricolore. Non per colpa del pesista della Virtus Bologna, ma per merito di Carmelo Musci (Euratletica Bisceglie) capace di migliorarsi in un colpo solo di 1.35m.
Lanciare lontano alle dieci del mattino non è la cosa più semplice del  mondo e se a questo si aggiunge la normale tensione di un Campionato Italiano le difficoltà aumentano. I primi due lanci del virtussino sono poco al di sotto dei 15m, ma gli garantiscono comunque la leadership. Al terzo turno il metro dice 15.75m mentre il pugliese dopo due lanci interlocutori porta il pb a 15 metri tondi.
Al quarto passaggio in pedana il bolognese aggiusta il tiro e arriva a 16.23m e, anche se Musci si migliora ancora di 24 centimetri, un metro sembra sufficiente a mettere in archivio la pratica. Sembra, perchè nelle due tornate successive il biscegliese mette la dinamite nella spalla e fa scrivere a referto 16.03m e 16.02m.
Ronaldo Wickremasinghe
Wickremasinghe fa partire un ultimo missile che atterra a 16.20m e festeggia lo scampato pericolo e il titolo italiano.
Fin qui tutto facile, vincere mette sempre di buon umore, ma come si percepisce il secondo posto? Ci si è battuti bene e sì è vinto un argento o si è persa la medaglia d’oro? E’ questa la domanda che accomuna le prove di Hichame Jarine (Nuova Atletica Molinella) e Giulia Leonardi (Corradini Rubiera) entrambi in cima alle liste dei partenti dei 1000 metri ed entrambi secondi per una manciata di centesimi.
La gara dei ragazzi è stata caratterizzata da un buon ritmo e Jarine si è ben comportato chiudendo a 4 centesimi dal personale, ma non è riuscito a contrastare il finale del veneto Campeol che, fermando i cronometri sul tempo di 2.35.22, si è migliorato di quasi tre secondi ed è balzato in testa alle graduatorie stagionali.
Lo scorso anno a Borgo Valsugana la Leonardi si era aggiudicata il titolo dei 1200 siepi, ma per Sulmona la ragazza di Rubiera ha deciso di lasciare da parte gli ostacoli forte anche del 2.54.66 corso a giugno e della vittoria del “Ceresini”. Ma come spesso succede nelle gare di mezzofondo che assegnano titoli, anche in questa occasione è stata la strategia a farla da padrona.
1.11 il passaggio al primo giro, ancora più lento il secondo parziale a 2.27 e negli  ultimi metri l’emiliana ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte al miglior finale della lombarda Laura Pellicoro che ha chiuso in 3.00.04.
Per questi due giovanissimi e talentuosi mezzofondisti si tratta comunque di un’utile esperienza per il futuro fatta mettendosi al collo una medaglia, per cui se anche si dovesse propendere per la visione pessimistica non si può farlo fino in fondo.
E’ certamente mezzo vuoto invece se guardiamo alle classifiche a squadre: settimo posto con 474 punti nella combinata (sesti i ragazzi e ottave le cadette), sessanta punti al di sotto della  quarta posizione (quarti e quinte) di Borgo Valsugana e nessun piazzamento a podio nella classifiche di specialità contro i sette dello scorso anno. Ma anche da questo punto di vista il bicchiere di questa trasferta abruzzese contiene comunque un po’ d’acqua: Sulmona 2015 domani va in archivio e ce ne ricorderemo soltanto per i successi dei nostri ragazzi, mentre le controprestazioni, com’è giusto che sia, verranno dimenticate mentre si ricomincerà a lavorare per migliorare l’anno prossimo.
Nell’attesa di sapere quale sarà la sede della Kinder Cup 2016.

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