Mondo Atletica – Giappone. Hakone Ekiden

La squadra dell’Aoyama Gakuin University
vincitrice delle edizioni 2015 e 2016
Che la sofferenza fosse insita nella cultura giapponese ce lo ha insegnato tanti anni fa la Gialappa’s Band con “Mai dire Banzai” (i più giovani vadano su you tube a cercare informazioni), ma i cittadini del paese del sol levante non perdono occasione per confermare che quella del trio milanese era tuttaltro che una facezia fine a se stessa.
Ogni anno il due e tre gennaio i migliori 20 team universitari del Giappone si sfidano in una maratona a staffetta, la “Tokio-Hakone College Trip Ekiden Race”, che è diventata negli anni uno degli eventi sportivi più importanti del paese. 
I dieci componenti di ogni team si alternano nei due giorni su due circuiti diversi di poco meno di 110 km ciascuno, in frazioni che variano da una lunghezza massima di 23 a una minima di 18 kilometri affrontando salite massacranti, fortissime folate di gelido vento marino e continui cambi di pendenza che spaccherebbero le zampe a uno stambecco.
Ovviamente se uno degli staffettisti dovesse ritirarsi tutta la squadra sarebbe squalificata e, per non macchiare il blasone della propria università e non dover subire un’insopportabile onta personale, i runner si spingono spesso molto al di là delle proprie possibilità. Fino a situazioni come questa.
Yuya Tanaka, Jobu University

Tranquilli, non gli è successo niente. Si sa, la sofferenza è insita nella cultura giapponese

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