News – Doping World. Il ritorno del sangue di tartaruga

Wang Junxia

Una lettera risalente al 1995 ha riportato alla ribalta ieri Ma Junren dopo anni di oblio mediatico. 

Nel documento, attualmente al vaglio della Iaaf che deve stabiirne l’autenticità, la primatista mondiale dei 10.000 metri Wang Junxia racconterebbe i retroscena dei metodi fraudolenti di allenamento utilizzati dal coach del “miracolo cinese” degli anni ’90.
Sappiamo fin troppo bene che alla maggior parte di voi il nome di Ma suscita la stessa curiosità che Don Abbondio si trova ad affrontare leggendo il nome di Carneade: “Chi era costui?”
Per quelli che sui campi di atletica invece hanno passato la fase dell’acne giovanile e ci stanno ancora oggi il nome dello “stregone-allenatore-padre-padrone” (cancellate le voci che ritenete non adatte a descriverlo) evoca ricordi indelebili. 
E’ il marzo del 1992 quando a Boston, non senza una certa sorpresa, la diciannovenne Wang Jungxia si mette al collo la medaglia d’argento dei Campionati Mondiali Juniores di cross.  
Sorpresa, ma non troppo.La Cina ha un serbatoio immenso a cui attingere e non ci si deve stupire che possa contare su atlete di talento. Inoltre il settore del mezzofondo appare in forte crescita. Due anni prima la sua connazionale Qu Yunxia aveva vinto i 1500m ai mondiali junior su pista di Plovdiv e si era piazzata sesta negli 800. 
L’uomo dietro questi successi è l’allora semisconosciuto Ma Junren. Il mago dell’endurance made in
Ma Junren

China ha iniziato ad allenare in un piccolo liceo di una sperduta zona rurale, ma si è ben presto fatto notare per i risultati delle sue discepole. “I miei metodi si basano su una programmazione rigorosissima, sulla medicina tradizionale cinese  e su un rapporto che è un misto di rispetto e di amore e odio fra atleta e allenatore” racconterà in un’intervista.

E i suoi metodi sembrano funzionare.
Qualche mese dopo l’argento americano la Wang trionfa nei 10.000m dei mondiali under 20 di Seul e a Barcellona la Qu si mette al collo il bronzo olimpico. L’anno successivo è quello dell’esplosione. Ai mondiali di Stoccarda Wang sale in cima al podio dei 10.000m, Qu guarda tutte dall’alto in basso nei 3000m. A settembre, a Pechino, nel giro di cinque giorni, le due cinesi riscrivono il libro dei record nondiali: il giorno 8 Wang ferma i cronometri della più lunga gara in pista sul tempo di 29.31.78 (due minuti in meno del suo personale dell’anno precedente e 42 secondi in meno del vecchio primato mondiale…), il giorno 11 la Qu porta il record dei 1500 a 3.50.46 e la Wang la segue a 3.51.92, il 13 la Wang conclude il trittico chiudendo i 3000 metri in 8.06.11. 
Le polemiche infuriano, i sospetti sulla medicina tradizionale di Ma Junren vengono espressi a voce alta da buona parte della stampa internazionale, ma lui si difende dicendo che le sue ragazze bevono il sangue di una particolare tartaruga che dona loro un eccezionale vigore e che applica alla loro tecnica di corsa i suoi studi sulla corsa delle gazzelle…
Qu Yunxia
Il sodalizio fra il guru del mezzofondo orientale e il “Ma’s Army”, come era stato soprannominato il gruppo di fenomenali runners dagli occhi a mandorla, andrà avanti ancora a lungo fra storie di premi rubati, racconti di atlete picchiate perchè non assolvevano adeguatamente ai propri compiti in allenamento e sempre meno velate accuse di doping.  
Prima delle Olimpiadi di Sidney 2000 un gruppo di atleti facenti capo al chiacchierato responsabile del mezzofondo risultò positivo a un controllo antidoping e questo segnò la fine della carriera del giustiziere di tartarughe che venne discretamente messo alla porta dalla federazione cinese.
Per finire qualche numero per capire appieno l’influenza di Ma Junren sulla storia del mezzofondo.
Appartengono ad atlete allenate da lui 13 delle prime 30 performance all time sui 1500 metri. Fino al 2000 queste prestazioni erano 20, ed erano state ottenute tutte esclusivamente fra il 1993 e il 1997.
10 dei migliori 17 tempi all time sui 3000 metri appartengono a membri del “Ma’s Army” e sono stati ottenuti fra il 12 e il 13 settembre 1993…
Secondo voi quanto tempo dovrebbe dedicare la Iaaf a verificare l’autenticità della lettera?

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