“On your marks!” – Ancona. Italiani indoor Allievi. Day One. Il Bignami che non ti aspetti e la “solita” Dosso

Stefano Bignami
Ci sono quei giorni in cui sai di esserti svegliato con il piede giusto, quelli in cui qualcosa dentro di te ti dice che qualunque cosa farai la farai al top.
Chissà se Stefano Bignami (Virtus Bologna) ieri mattina mentre faceva colazione si è accorto di essere in una di quelle giornate, di certo se ne è accorto dopo il suo primo salto. Quando la sua parabola finisce sulla sabbia il misuratore dice 6.84m, nuovo personale e primo posto temporaneo.
La provvisorietà, turno dopo turno, diventa sempre più definitiva: il migliore degli iscritti è il velocista romano Mario Marchei (Futura Roma), uno che quando alla fine della corsa mette uno stacco è capace di arrivare a 7.17m. Quella di ieri per lui è una giornata storta: due nulli e un 6.45m che non basta per avere altre tre possibilità per mettere a posto le cose. Il pescarese Mantenuto è il secondo della lista, ma non va oltre il 6.76 del quinto turno che per un solo centimetro gli da l’argento di una classifica cortissima: due soli centimetri fra il secondo e il sesto posto.
Quando effettua l’ultima rincorsa il virtussino lo fa con il sorriso soddisfatto di chi sa di aver compiuto un’impresa: dalla sesta misura d’iscrizione alla vittoria. Gran balzo!
Sidney Giampietro non è al 100% ma anche con una caviglia a mezzo servizio mette tre lanci oltre i 16 metri (il migliore a 16.50m) che chiudono subito la pratica. Dietro di lei Elena Varriale (Atletica Prato) si migliora di una quarantina di centimetri (14.40m) e lascia il bronzo alla vicina di casa, Chiara Salvagnoni (Firenze Marathon) che arrivando a 13.70m aumenta di quasi un metro il proprio personale. Da segnalare il primo lancio della santarcangiolese Anna Busetto (Self Reggio Emilia) che porta il personale a 12.63m e si guadagna la finale.
I 60 piani femminili sono la gara di Zaynab Dosso, non c’è un pronostico più facile. E l’ivoriana della Corradini Rubiera è una che ci tiene a confermare i pronostici.
Zaynab Dosso
La batteria va via facile facile in  un “riposante” 7.61. La semifinale  è una copia conforme che lascia a un centesimo Camilla Maestrini e a undici Giulia Curone (entrambe Brixia Atletica). In finale entrano altre due atlete dell’Emilia Romagna: Daria Sinatra (Interflumina Casalmaggiore) e Stefania Di Cuonzo (Atl. 85 Faenza).
Quando le cose si fanno serie la freccia nera di Rubiera toglie ogni eventuale illusione alle avversarie. Al suo terzo appogio è già chiaro che le cose andranno come al solito, a metà gara ha già un vantaggio notevole che deve solo controllare. Per vincere le basta correre il suo decimo tempo di sempre (7.45). Le due bresciane le fanno compagnia sul podio nell’ordine in cui si erano qualificate per la finale, la Sinatra chiude quinta, la Di Cuonzo ottava.
Fra i ragazzi Paissan (Atl. Trento), campione italiano cadetti 2015, ha messo in chiaro fin dalle batterie quali fossero le sue intenzioni (7.00 nel primo passaggio sui blocchi, 7.01 in semifinale), per poi mettere definitivamente il suo sigillo nella gara per le medaglie in 6.96 davanti a Ceglie (Libertas Palmanova, 7.00) e al compagno di club Cavagna (7.02)
Giulia Poeta (Acsi Italia) si conferma la numero uno delle altiste under 18 salendo a quota 1.74m (+ tre cm sul personale) ma in futuro dovrà guardarsi dal talento della sedicenne veneta Rachele Bovo (Riviera del Brenta) che ieri è arrivata all’argento a 1.72m migliorandosi di sei centimetri in un colpo solo. Nota di merito per Nicole Romani (Golden Club Rimini) quinta con il nuovo primato di 1.66m.
Sidney Giampietro
Mentre ricade dopo aver superato l’asticella a 4.70m Francesco Masci (CariRieti) sa di aver messo l’ipoteca sul titolo italiano. Quando Andrea Marin (Atl. Vicentina) mette la terza x sul referto a 4.75m ne ha la certezza. L’obiettivo diventa salire più in alto possibile. Prima porta il personale a 4.80 poi mira al bersaglio grosso, il record italiano del triestino Max Mandusic. Ieri 4.91m sono troppo in alto per il reatino, in futuro chissà.
Nel lungo Leila Kone, talento ivoriano della Sisport Torino, mette un solo salto valido a referto, ma è un salto da 5.96m che migliora di dodici centimetri il suo primato precedente. Può bastare? Di certo le da il titolo italiano 2016, se poi dovesse tovare una certa regolarità nelle rincorse dove possa arrivare è tutto da vedere.
Lo stesso discorso vale per la seconda, la friulana Giorgia Sansa. Alla saltatrice della Libertas Palmanova sono servite sei rincorse per trovare il bandolo della matassa, ma all’ultimo tentativo ci è riuscita atterrando dieci centimetri più in  là del suo miglior salto di sempre (5.86m).
Le batterie dei 400 Allievi hanno confermato le attese della vigilia: un uomo solo al comando, Andrea Romani (Centro Ester Napoli) e tutti gli altri a contendersi la seconda piazza.
La scelta di Elisabetta Vandi (Avis Macerata) di partecipare ai 200m invece ha reso molto più incerta la gara del doppio giro di pista. L’aostana Martina Mladenic (Atl. Calvesi) guida dopo le eliminatorie con una ventina di centesimi di vantaggio, ma i giochi non sono ancora fatti.
Elisabetta Vandi
Come da tradizione le ultime medaglie di giornata ad essere assegnate sono state quelle della marcia.
Sul filo di lana Anthea Mirabello (Fiamme Gialle Simoni) ha avuto la meglio sulla gemella Angelica per meno di un decimo di secondo alla fine dei tre kilometri di gara. 14.07.13 il tempo per l’oro.
Velocissimi anche i ragazzi che hanno occupato il podio dei 5 kilometri allievi, tutti e tre abbondantemente al di sotto del personale. 
Davide Marchesi (Riccardi Milano), nonostante due richiami per sospensione è riuscito a portare a casa la vittoria in 21.57.38, seconda posiszione per Nicolas Fanelli (Amatori Cisternino, 22.09.92) e bronzo per Luca Magistri (Fiamme Gialle Simoni) in 22.38.66. Quarto posto per Riccardo Orsoni (Cus Parma) che ha migliorato di quasi trenta secondi il suo pb sulla distana ottenuto all’aperto.

I video (Only Athletics)

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