“On your marks!” – Ancona. Italiani indoor Allievi. Day two. Il giorno dei record

Marta Zenoni
Il giorno perfetto.
Non c’è altro modo per definire quello che è successo oggi ad Ancona. Cinque nuovi record italiani in un’ora e mezza non avrebbe potuto prevederli neppure il più ispirato degli indovini e che record.
Alle 14.30 partono i 1000 metri Allieve. Sulla vittoria di Marta Zenoni (Atl Bergamo 59) dubbi non ce ne sono, l’unica incognita è il tempo con cui chiuderà. La lombarda corre come se avesse un metronomo: 1.06.6 ai quattrocento, 2.13.5 agli otto, l’ultimo giro è una volata di 32 secondi. Il tempo finale è 2.45.60, 30 centesimi meglio del record italiano che aveva realizzato lo scorso anno.
Simone Barontini
Passano circa 20 minuti e sono i ragazzi della terza serie a schierarsi sulla linea di partenza. Nemo profeta in patria? Ma chi lo ha detto?Simone Barontini (Stamura Ancona) ci tiene a fare bella figura davanti al suo pubblico e apre subito il gas. Passaggi regolari da meno di 30 secondi al giro e chiusura un secondo e mezzo al di sotto del primato italiano che aveva fatto registrare su questo stesso anello un anno fa. Alle sue spalle Elliasmine, compagno di club della Zenoni che chiude in un ottimo 2.30.94, sembra non arrivare mai tanto è il distacco. 
Il pronostico dei 60 ostacoli Allieve è facile quanto quello degli 800. Se il diavolo non ci mette la coda la medaglia d’oro di Desola Oki (Cus Parma) non è in discussione. Ha corso per due volte in 8.42 nei turni eliminatori e il suo vantaggio sulle avversarie è talmente ampio che non sembrano possibili alternative. Allo sparo la parmense scatta velocissima ed è la prima ad affrontare l’ostacolo, alla terza barriera è già abbondantemente davanti a tutte. Quando interrompe il fascio della fotocellula il cronometro segna 8.31, sette centesimi in meno della sua performance da record italiano dello scorso anno su questo stesso rettilineo. 
Desola Oki
L’atmosfera del Palaindoor è già carica di entusiasmo per questi record in serie quando arriva il botto dalla pedana del salto triplo. L’autore è un altro emiliano, il piacentino Andrea Dallavalle. Al secondo turno ha già portato il personale a 15.27m misura che lo mette al riparo da sorprese nella lotta per il titolo tricolore, alla quarta rincorsa trova il salto perfetto: 15.70m, polverizzata la vecchia MPI di Andrew Howe e leadership europea stagionale.
Serve solo il tempo di regolare gli ostacoli perchè arrivi la cinquina. Mattia Di Panfilo (Futura Roma) ha dominato le batterie e le semifinali scendendo fino a 7.92, quando arriva il momento di distribuire le medaglie tutti gli occhi sono puntati su di lui. E lui conferma le aspettative. Dopo una buona partenza si mette subito in assetto e già al secondo ostacolo gli avversari non possono fare altro che guardare il nuomero sulla sua schiena. Quando ferma il cronometro sul nuovo recor allievi di 7.82 il suo vantaggio è talmente ampio da lasciare senza parole.
Cinque prestazioni di straordinario valore che non sono rimaste isolate.
Per pochissimo Andrea Motta (Atl Bergamo 59) non si aggrega alla comitiva dei nuovi recordman. A quota 2.12 si mette al collo la medaglia d’oro, poi prova i 2.15 che migliorerebbero di un centimetro il suo primato italiano. Niente da fare, ma i tre tentativi sono stati tutt’altro che velleitari .
Elisabetta Vandi
I 200 femminili sono stati al centro dell’attenzione per il duello fra la vincitrice dei 60 piani Zaynab Dosso (Corradini Rubiera) e la marchigiana Elisabetta Vandi (Avis Macerata) qualificatesi per la finale con lo stesso tempo di 24.83. Vandi in corsia 6, Dosso in 5. Pronti via e l’emiliana comincia subito a rosicchiare il decalage. All’entrata della seconda curva la sprinter di Rubiera ha già circa un metro di vantaggio che manterrà fino alla fine. 24.49 il crono finale.
Simone Proietti continua la tradizione dei pesisti della CariRieti e si aggiudica il getto del peso con facilità grazie ad una buona serie di lanci culminata nel 18.07 ottenuto al secondo tentativo.
Il più deluso da questi campionati italiani invece è, probabilmente, il talentuoso velocista romano Mario Marchei. Sabato ha inopinatamente mancato la finale del lungo, specialità dove vanta un pb di 7.17, domenica rimane fuori dalla finale per le medaglie dei 200 metri per due centesimi.
Sul gradino più alto del podio sale il trentino Cavagna in 22.42, Marchei vince la finale B…in 22.22. Non crediamo proprio sia stata una consolazione.
Il velocista della Futura Roma comunque non torna a casa senza medaglie. Conquista l’argento nell’ultima occasione disponibile, la 4×1 giro, dove il suo team si piazza fra i vincitori della CariRieti e il quartetto della Self Montanari Reggio Emilia composto da Dante, Nicosia, Bertani e Grisendi.


Tutti i risultati

I video (Only Athletics)


Il record Italiano dei 1000 metri di Marta Zenoni
Il record italiano di Di Panfilo sui 60 ostacoli
Il Record Italiano di Barontini sui 1000 metri
Il record italiano di Desola Oki sui 60 ostacoli

La sfida sui 200 allieve fra Zaynab Dosso ed Elisabetta Vandi


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