Pensieri e Parole – Coincidenze astrali

Che fine settimana fantastico! Prima Gimbo Tamberi che sale fino a 2.38, su quel tetto del mondo che porta già a fare sogni di samba, poi i cinque record italiani in poco più di un’ora di ieri ad Ancona. Alzi la mano chi ricorda una giornata di gare così piena di emozioni. Sì, sono record giovanili. Sì, sono indoor e quindi hanno uno “storico” ridotto rispetto a quelli all’aperto, ma li avete visti quei cinque ragazzi? Sono la punta di un iceberg che c’è, è innegabile, e che potrebbe rappresentare la speranza di futuro per la nostra atletica che naviga davvero in brutte acque.
Zenoni, Barontini, Oki, Di Panfilo e Dallavalle, non sono casi isolati. Motta, Dosso, Vandi, Romani, Gherca, ma l’elenco potrebbe essere molto più lungo se aggiungessimo anche i nomi di junior e promesse, sono dei prospetti davvero molto interessanti. Insomma, momenti come lo scorso week end ti fanno sperare che presto il nostro sport smetta di finire sulle prime pagine dei giornali soltanto per storie come quelle di Schwazer o dei whereabouts.
E poi che coincidenza. Una serie straordinaria di primati fatta proprio il giorno successivo a uno dei momenti più esaltanti degli ultimi anni, proprio nella città del saltatore in alto che è tornato a casa e sta lì a guardarli.
A volte il caso mette tutti i tasselli al posto giusto perchè la festa possa riuscire al meglio.
Poi, proprio mentre stai pensando a quello che potrà fare all’aperto questa generazione di fenomeni che già a febbraio va così forte, vedi la notizia della gara di Andrew Howe a Goteborg.

7 metri e 54 centimetri chiosati da un breve tweet: “Prima gara dove ho cambiato gamba di stacco, non era la misura che volevo (anche perchè so di valere molto di più) sicuramente meglio la prox”.
Lasci gli occhi sullo schermo ma non vedi più la notizia. Ripensi a quella volta a Fano, quando vedesti un ragazzino sconosciuto con la maglia del Lazio che saltava 7.52… e saltava male. Come un ragazzino appunto.
“Che talento starordinario. Chissà dove potrà arrivare?” hai pensato quel giorno, proprio come stai facendo ora quando guardi alcuni di questi ragazzi. Dov’è arrivato lo hai visto, dove sarebbe potuto arrivare se la sua carriera non fosse stata un mix di infortuni e scelte discutibili non lo saprai mai.
E poi che coincidenza. Andrea Dallavalle ha tolto proprio ad Howe il record italiano del triplo.
A volte il caso mette tutti i tasselli al posto giusto per farti pensare a quanto il talento da solo non basti.
In bocca al lupo per il futuro ai nostri fantastici ragazzi, con l’augurio che possano venire seguiti da persone che sappiano dare loro i consigli giusti.
In bocca al lupo anche a Andrew Howe. La prossima sarà sicuramente meglio. Sicuramente…

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