“On your marks!” – Campionati Italiani Allievi 2016 Jesolo, 17-18-19 giugno. Domenica a ostacoli

Desola Oki
Foto Roberto Click Passerini
Il luogo comune, che come tutte le verità popolari ha un fondo di verità, vuole che la mattina non sia il momento migliore per gareggiare e soprattutto per ottenere risultati di prestigio. Bene, dopo quello che si è visto stamattina a Jesolo, oggi il luogo comune perde un altro pezzo di credibilità.
La copertina di questa nostra ultima cronaca jesolina, non ci sono dubbi, va assolutamente di diritto a quella fantastica “macchina da ostacoli” che risponde al nome di Desola Oki. La fidentina del Cus Parma aveva già faftto traballare un paio di volte il record italiano di Veronica Borsi (13.56), oggi a mezzogiorno ha trovato la zampata giusta, quella da campionessa, e ha messo giù un 13.30 che non solo disintegra il primato della laziale ma la pone in vetta alle graduatorie mondiali stagionali davanti alla cubana Perez e all’americana Little. Ora la prima europea nello specchietto retrovisore di Desola, la slovena Nika Glojnaric, è 18 centesimi più indietro…ma meglio non dire altro. Per la trasferta in Georgia anche la scaramanzia  potrebbe avere il suo peso.
Mattia Di Panfilo
Foto Fidal
Subito dopo la fantastica volata della cussina gli addetti hanno spostato gli ostacoli per la gara maschile e a incendiare il tifo sugli spalti è stato Mattia Di Panfilo (E. servizi Futura). La vittoria del romano non era in discussione fin dalle starting list e Di Panfilo aveva già ben  impressionato nelle batterie correndo un 13.76 in scioltezza, a due soli centesimi dal personale. Appena sentito lo sparo della gara per le medaglie ha inserito il turbo e solo per pochissimo non è riuscito a ripetere l’impresa della sua collega parmense. Il 13.55 apparso sul tabellone è la seconda prestazione italiana all time e lo pone anche in seconda piazza nelle liste mondiali 2016 dietro il giamaicano Russell. Come dicevamo per Tbilisi bisognerà resistere ai crampi da dita incrociate.
Prima di loro, alle 9.30 del mattino, a prendere a martellate il luogo comune di cui parlavamo ci ha pensato la friulana Isabella Martinis (Studentesca Malignani Udine). Pronti, via e subito un 59.11m molto somigliante a un’ipoteca a cui ha apposto il bollo con l’ultimo tentativo atterrato a 60.26m. Nella lotta per l’argento la reatina Desideri (Cariri) non è riuscita a ripetersi sui livelli del suo nuovo personale ottenuto in qualificazione ieri (60.41m) e al quinto turno ha dovuto cedere il passo a Lucilla Celeghini (Fratellanza Modena). L’allieva di coach Casarini, che da qualche tempo si avvale anche della preziosa consulenza del piacentino Marco Mozzi, ha prima superato la laziale di due centimetri (56.95m) poi, all’ultimo passaggio in pedana, ha azzeccato una bella accelerazione che ha fatto atterrare il suo martello a 58.32m, quasi due metri oltre il vecchio personale. Bel balzo in avanti anche per Jessica Mazzola (Riccione Sessantadue) quarta con pb a 55.54m (precedente 53.71m).
Marta Zenoni
Il vantaggio sul traguardo di Letizia Tiso (Atletica Piemonte, 55.81) non ha lasciato margini di dubbio su chi si fosse aggiudicato il giro di pista femminile, altra musica per il testa a testa a 48.10 fra Klaudio Gjetaj (Pro Sesto) e Edoardo Scotti (Fanfulla Lodigiana) risolto dopo l’analisi della fotografia a favore del sestese. La crudeltà dei millesimi.
Isabella Martinis
Doppia vittoria per distacco per la Bergamo Creberg 1959 con Andrea Motta (2.12m) nell’alto e Marta Zenoni che “passeggia” un 1500m in 4.28.16. Doppietta personale, un po’ a sorpresa, per Alessandro Pace (Fiamme Gialle) che, dopo aver aggiunto ieri quasi un metro e mezzo al proprio record nel peso, oggi indossa la maglia tricolore anche nel disco andando molto vicino (54.01m) al pb di 54.88 ottenuto a Tarquinia quasi un mese fa. Niente da fare per Balloni (Asa Ascoli) e Volo (Cus Parma) rimasti molto al di sotto dei loro standard.
Ultima annotazione di giornata per un piacentino con le molle al posto dei piedi: Andrea Dallavalle.
Dieci del mattino, vai in pedana controlli la rincorsa poi, senza avvertire, spari un 15.60m che non solo è il tuo primato di 20 centimetri, non solo chiude definitivamente il discorso sul titolo italiano, ma ti porta direttamente in ascensore sul tetto d’Europa. Cosa si può dire a uno così e a tutti gli altri fenomeni passati sulla pista veneta in questo fine settimana?
Gisurvebt’ tsarmatebas!!!
Secondo Google a Tbilisi buona fortuna si dice così.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: