“On your marks!” – Tbilisi 2016, giorno 3. Desola Oki, una ragazza d’oro

Desola Oki
Foto Colombo/Fidal
Quella di ieri è stata una strana giornata in altalena in Italia così come in Georgia.
Quando verso l’ora di pranzo, dopo una mattinata di attesa e di tensione, è arrivata la notizia più temuta, l’umore di tutto il mondo dell’atletica italiana è precipitato al livello più basso che si potesse raggiungere. L’infortunio di venerdì sera a Montecarlo è troppo grave, è di quelli che non lasciano speranza nemmeno nei miracoli. La diagnosi parla di una lesione del legamento della caviglia, la prognosi sportiva è molto più crudele e inappellabile di quella medica: Gianmarco Tamberi a Rio non ci sarà. Una brutta botta per tutti, anche per gli azzurrini impegnati a Tbilisi per cui “Gimbo” è un fratellone da imitare. Ma, come recita il luogo comune, “the show must go on” e i nostri ragazzi ai confini dell’Europa hanno fatto del loro meglio per far tornare il sereno a Casa Italia.
Quella che ci è riuscita meglio è stata Desola Oki che, per i suoi 17 anni compiuti due giorni fa, ha voluto farsi il regalo più prezioso, il titolo europeo dei 100 ostacoli. Durante i preliminari, superati quasi senza sforzi, non era sfuggito che la fidentina fosse in grandissima forma, ma era altrettanto chiaro che l’allieva di Maurizio Pratizzoli si sarebbe trovata a dover affrontare una concorrenza particolarmente temibile, prima fra tutte quella della portoghese Carvalho che ieri pomeriggio si era presa il primato europeo a suon di 13.07. Ma quello che conta in un campionato è l’ultimo atto, quello che distribuisce le medaglie e questa lezione Desola la conosce bene.
Sidney Giampietro
Foto Roberto Passerini
Una buona reazione allo sparo e già al quarto ostacolo e stato chiaro per tutti che la freccia azzurra in corsia otto ieri aveva una marcia in più. 13.30, vittoria e primato italiano, proprio come a Jesolo. Ma un mese fa Desola era la numero uno in Italia, ieri è salita sul tetto d’Europa.
Una volta regolate altezze e distanze degli ostacoli sono stati i ragazzi a mettersi sui blocchi. 
Mattia Di Panfilo aveva veramente impressionato durante i turni, portando a 13.43 il record italiano e la miglior prestazione continentale del 2016, soltanto la scaramanzia impediva di dare per certa una medaglia, se non qualcosa di più. E l’esito della finale di ieri sarebbe stato proprio questo se all’ultima barriera qualcosa nel meccanismo perfetto dell’atleta romano non fosse andato in corto circuito relegandolo a un quinto posto che non può che andargli strettissimo.
Se nel getto del peso vai per cinque volte al di sotto dei 17 metri e improvvisamente piazzi una botta da 18.50m si può dire senza essere eccessivi che quella sia proprio una gran botta di…fortuna. E’ quello che è successo alla moldava Emelianov che con qusta prestazione estemporanea si è portata in testa alla liste europee dell’anno e ha messo in fila la tedesca Steuer (17.97) e la nostra Sidney Giampietro che ha raggiunto per due volte i 17.45m. Se la milanese può essere soddisfatta per la medaglia probabilmente non può esserlo per la misura sicuramente al di sotto delle sue possibilità. 
La terza giornata della kermesse continentale si è poi conclusa con tre ottavi posti da parte di Klaudio Gjetja sui 400 metri (48.45) e Aurora Berton (24.67) e Mario Marchei (21.77) sui 200 metri.
Carolina Visca e Gianmarco Tamberi
Di tutti gli altri risultati degli azzurrini impegnati ieri vogliamo soltanto ricordare la doppia qualificazione diretta per la finale delle giavellottiste Sara Zabarino (55.56m, PB)  e Carolina Visca (54.25M) e il post che quest’ultima ha pubblicato sul proprio profilo facebook che racconta meglio di cento articoli di un giornalista blasonato con quale stato d’animo i ragazzi della spedizione georgiana abbiano reagito alla notizia dell’infortunio di Tamberi.
Ciao Gimbo oggi qui a Tbilisi è arrivata una doccia fredda, sapere che tu devi rinunciare a Rio è stato uno shock, sappi che qui ognuno di noi darebbe la propria caviglia a te che sei nel cuore di tutti e per noi un SUPER EROE, sappi che ci hai insegnato che l’atletica è si un impegno ma è un grande divertimento, uno spettacolo, un modo per vivere.Noi Tifiamo Gimbo comunque vada , il nostro idolo che, mentre fa 2,36 agli assoluti ha anche il tempo di girarsi e tifare una giovane come me che cerca di onorare la gara nella pedana accanto. Tu sei tutto questo per noi nn scordarlo mai.”
C’è altro da aggiungere?

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