“On your marks!” – Tbilisi 2016, giorno 4. Grazie a tutti, generazione di fenomeni!

Alessandro Sibilio
Se volessimo raccontare in un telegramma la giornata conclusiva di questa prima edizione dei Campionati Europei under 18 basterebbero soltanto due parole: “Grazie ragazzi”.
Perchè i nostri azzurrini impegnati oggi a Tbilisi, così come i loro compagni che sono scesi in pista nei giorni scorsi, meritano tutta la nostra stima per quello che hanno saputo fare e la nostra gratitudine per averci fatto dimenticare, almeno per un po’, la sfortuna di Gimbo e le polemiche di Schwazer
Simone Barontini e Andrea Romani
Il terzo posto nel medagliere dietro Gran Bretagna e Germania, grazie al 3-3-3 che ci permette di superare francesi e greci, è certamente un risultato di cui andare fieri ma il bottino più importante che la nostra nazionale riporta a Fiumicino sono questi ragazzi, talentuosi, motivati e sorridenti che ci fanno sperare che in futuro si possa sorridere con loro, raccontando sempre più spesso di risultati ottenuti sul campo e sempre meno di cause, ricorsi, appelli e conferenze stampa.
E’ stata una domenica “bestiale” quella che ci hanno regalato i nostri ragazzini fantastici. L’emozione più forte, non solo perchè è arrivata la medaglia più preziosa ma per il modo in cui è arrivata, è quella che ci ha fatto vivere il napoletano Alessandro Sibilio sui 400 ostacoli. Aleix Porras, forte anche del suo primato europeo ottenuto venti giorni fa, era pronosticato come il padrone assoluto di questa gara e fino all’ingresso sul rettilineo è sembrato che il catalano potesse prendersela comoda per la vittoria, ma dall’ottava barriera l’azzurro ha iniziato una rimonta travolgente che metro dopo metro ha infiammato il tifo dei compagni sugli spalti fino al tuffo finale sulla linea del traguardo che gli ha garantito quei dieci centesimi di vantaggio che lo hanno portato a cantare l’inno di Mameli. 
Nemmeno il tempo di riprendersi per l’emozione che  a presentarsi sulla linea di partenza sono stati i nostri fenomeni degli 800 Simone Barontini e Andrea Romani. Già dallo sparo è stato subito chiaro che sarebbe servito un tempone per mettersi al collo una medaglia. Il britannico Mills e l’irlandese McGrath hanno menato le danze a un ritmo indiavolato, arrivando a guadagnare poco meno di una decina di metri a metà dell’ultima curva sul tandem azzurro. Sul rettilineo finale il suddito di sua maestà si è staccato andando a vincere in 1.48.82, secondo tempo europeo dell’anno alle spalle dell’anconitano
Carolina Visca
Barontini, mentre i nostri superavano poco prima del traguardo l’irlandese con le gambe ormai di cemento. 1.49.58 per Romani, venti centesimi in più per il marchigiano. 
La gara del triplo di oggi è sembrata quasi una tappa del Tour con il francese Lamou e il piacentino Andrea Dallavalle in fuga fin dal primo salto: 15.34 per il transalpino, un centimetro in meno per l’emiliano e tutti gli altri a guardarli andare in fuga rimanendo ben al di sotto dei 15 metri.
La gara, equilibratissima, ha avuto una svolta al quarto turno quando il “galletto” ha superato per la prima volta in carriera i 16 metri rispondendo a Dallavalle che nel giro precedente lo aveva incalzato portando il personale a 15.74m. L’oro prende la strada di Parigi e l’argento si ferma sulla via Emilia, ma che argento!
“Medalla de plata” anche per la romana Carolina Visca che ha spedito il suo giavellotto a 59.10m. Davanti a lei soltanto la norvegese in salsa latina Arianne Duarte Morais che al secondo turno porta a casa oro e primato continentale con 60.89m. Alla grande anche la piemontese Sara Zabarino che finisce quinta dopo aver migliorato per due volte il proprio personale. 56.58 il suo miglior lancio.
Le nostre velociste avevano qualcosa da recriminare per come era andato questo europeo fino ad oggi. “L’esame di riparazione” della staffetta mista ha dato esiti più che positivi e Maestrini, Dosso, Simonelli e Tiso torneranno in Italia con un po’ di peso in più nelle valigie, quello della medaglia di
Lorenzo Paissan
bronzo ottenuta dietro i quartetti di Francia e Polonia.
Ancora meglio è andata ai quattro moschettieri Paissan, Marchei, Sibilio e Romani che hanno fatto sventolare il tricolore sul pennone più alto dello stadio georgiano grazie al crono di 1.52.78 con cui hanno messo alle loro spalle spagnoli e polacchi.
Le medaglie, si sa, hanno la precedenza, ma alla fine di questo lungo, bellissimo, elenco riteniamo che il giusto spazio vada dato anche a due ragazze che proprio in occasione di questa trasferta europea hanno saputo dare il meglio di sè raggiungendo dei piazzamenti assolutamente inattesi alla vigilia: Martina Tozzi, che oggi è arrivata ai piedi del podio dei 1500 metri portando il suo personale a 4.29.97, e Marta Morara, oggi ottava nell’alto superando la quota di 1.70. Resta un po di rammarico per una possibile medaglia di bronzo che non è arrivata ma l’imolese, che in qualificazione era salita fino a 1.78 (+ 4 cm sul personale), non ha assolutamente nulla da rimproverarsi.
Ora questi diciassettenni fantastici con le loro grandissime prestazioni passano il testimone ai fratelli maggiori. Fra due giorni iniziano i mondiali Juniores a Bydgoszcz, in Polonia. 
Speriamo nella replica.


Il video dei 400 ostacoli di Alessandro Sibilio

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