“On your marks!” – Bydgoszcz 2016. Filippo Tortu,l’astro d’argento

Filippo Tortu
Prima di iniziare a raccontare questa giornata ci siamo imposti di lasciare fuori tutti i superlativi del nostro vocabolario. Perchè sarebbe fin troppo facile battere sulla grancassa dell’entusiasmo e raccontare delle due splendide volate (ci concediamo soltanto questo, giuriamo) di oggi di Filippo Tortu indugiando su toni trionfalistici.
Chi fa la cronaca di un avvenimento non può sostituirsi a chi ne è stato il protagonista e Tortu quando parla di sè e della sua gara lo fa con una semplicità che potrebbe tornare utile a tanti suoi colleghi molto meno veloci di lui. Perciò niente superlativi, via con il racconto.
Quello che il brianzolo sa meglio di qualunque altra cosa è di dover migliorare quella fase di partenza così complicata, che oggi forse non gli ha permesso di sentire l’inno come avrebbe voluto. 
In semifinale lo stacco dai blocchi è risultato meno problematico del solito, il “lanciato” invece è stato quello abituale e ha ammutolito lo sprinter di Barbados Mario Burke che ha visto sfilare via l’azzurro che ha chiuso in 10.26 nonostante il -0.6 di vento. 
L’ultimo start di Tortu a questi mondiali polacchi ha fatto temere per un attimo che questo suo punto debole potesse costargli troppo caro, ma quando ha rialzato lo sguardo dopo i primi appoggi i suoi piedi rimbalzanti hanno cominciato a rubare terreno agli avversari progressivamente fino al 10.24 che gli ha dato la medaglia d’argento dietro lo statunitense Lyles (10.17) e davanti a Burke (10.26) che deve aver pensato a un deja vu del turno precedente. La cosa più bella però Filippo l’ha fatta subito dopo il traguardo con questa intervista rilasciata all’addetta stampa Fidal al seguito della squadra
Ascoltarla attentamente potrebbe tornare utile a molti suoi colleghi anziani che sproloquiano con una certa assiduità davanti alle telecamere.
Ad assegnare le prime medaglie della seconda giornata di questi mondiali è stata la pedana del getto del peso donne in una gara che non si discostata troppo dai pronostici della vigilia. 
La tedesca Alina Kenzel ha anestetizzato la competizione con un  primo lancio da 16.91m che ha messo subito fuori gioco la maggior parte delle altre pretendenti, poi ha messo il suo sigillo definitivo piazzando il terzo a 17.58, primato mondiale stagionale. La cinese Jiayuan Song non figurava fra le medagliabili della vigilia ma il suo nuovo pb di 16.36m le ha consentito di salire sul secondo gradino del podio. Sottotono tutte le altre, prima fra tutte l’americana Wilson (pb di 17.00m) che ha ceduto il
Mikael Massò
passo alla cinese per soli tre centimetri nel suo unico lancio valido.
Nel salto in lungo sono serviti otto metri tondi tondi a Mikael Massò per fra risuonare nello stadio l’inno cubano al termine di una gara rimasta al di sotto delle aspettative dal punto di vista delle misure. Massò, che quest’anno è già atterrato a 8.28m, ha superato il greco Tentoglou (pb di 8.19m) fermatosi a 7.91m e l’australiano Darcy Roper (7.88m), l’unico sul podio ad aver ottenuto lo stagionale. Festa anche per il quarto, l’algerino Yasser Triki che ha portato a 7.81m il record nazionale di categoria.
La tedesca Konstanze Klosterhalfen è stata il metronomo dei 3000 metri. Poco dopo lo sparo ha preso l’iniziativa e ha fatto selezione fino a rimanere in compagnia dell’etiope Gerefa e della portacolori del Bahrein Gosa. La campionessa europea di cross è rimasta al comando fino all’ultimo giro quando l’africana ha cambiato marcia e se ne è andata verso la medaglia d’oro con il nuovo record dei campionati di 8.41.76. Record nazionali in aggiunta alle medaglie sia per Gosa (8.46.42) e Klosterhalfen (8.46.74). 
Seconda esecuzione dell’inno nazionale polacco grazie alla vittoria di Klaudia Maruszewska nella finale del giavellotto.  Una vera sorpresa visto che la lanciatrice di casa si presentava a questo 
Klaudia Maruszewska
appuntamento con un personale di 50.43 metri, sulla carta insufficiente anche per superare il turno eliminatorio. Invece Maruszewska ha prima superato le qualificazioni con un notevole 54.34, poi alla prima rincorsa della finale ha piantato l’attrezzo a 57.59m. L’unica ad avvicinarla è stata la sudafricana Van Dyk che al terzo turno è arrivata a 57.32, mentre la turca Tugsuz, una delle favorite della vigilia si è presa il bronzo con 56.71. Dodicesima Ilaria Casarotto con il suo unico lancio valido a 50.17m.
Niklas Kaul (Germania) ha definitivamente chiuso la pratica decathlon alla nona gara mandando il giavellotto a 71.59m, una misura di tutto rispetto anche per uno specialista.  8162 il suo punteggio finale dopo il 4.21.70 nel 1500 metri finale che rappresenta

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