“On your marks!” – Bydgoszcz 2016. La 17enne Candace Hill domina i 100. Fantini Chiappinelli e Capello volano in finale

E’ andata in archivio anche la terza giornata di questi sedicesimi Campionati Mondiali Juniores con otto titoli assegnati, tre nuovi azzurri che si sono guadagnati il diritto di scendere di nuovo in campo nella gara per le medaglie e uno che ha superato il turno eliminatorio: Sara Fantini, Matteo Capello, Yohannes Chiappinelli e Gabriele Montefalcone.
Sara Fantini
Sara Fantini
Martello F – Qualificazioni
Sara Fantini basta un solo lancio per chiudere la pratica qualificazione: 61.62m e via in tribuna a guardare le altre. Lucia Prinetti Anzalapaya invece non sembra così a suo agio e non va oltre  i 58.27m del secondo tentativo che la relega al sedicesimo posto. Un vero peccato perchè la finale era solo 60 centimetri più in là.
 
Asta M – Qualificazioni
La qualificazione diretta è fissata a 5.35m, ma è chiaro per tutti che saranno pochissimi ad ottenerla. Quello che conta è arrivare con meno errori possibili alla quota che risulterà decisiva. Francesco Lama, l’ex decatleta che quest’anno ha superato 5.40m, incappa nella sua peggiore giornata dell’anno e mette tre inspiegabili “X” a 4.80m, Matteo Capello invece si è svegliato con il piede giusto, buona la prima a 4.95m e 5.10m, un salto in più a 5.20, la quota che oggi segna il confine del paradiso.
Arrivederci a sabato pomeriggio.
 
3000 siepi – Batterie
La seconda batteria in cui si trova Yoahnnes Chiappinelli viaggia a un ritmo decisamente più vivace
di quella che l’ha preceduta, ma il senese non incontra grossi problemi nel controllare la gara e piazzarsi al quarto dei cinque posti che garantiscono l’accesso diretto alla finale con un buon 8.44.51.
La strada per il podio sembra chiusa per il senese campione europeo 2015, i primi quattro hanno tempi fra 8.22 e 8.27, ripetere il sesto posto di due anni fa a Eugene invece non sembra impossibile.

Yohanes-Chiappinelli-foto-Giancarlo-Colombo-FIDAL
Yohanes Chiappinelli -foto-Giancarlo-Colombo-FIDAL
 
400 ostacoli M – Batterie
La quinta batteria è quella di Jaheel Hyde, con altri sette a fargli compagnia. Fra questi c’è anche il nostro Gabriele Montefalcone. Il fenomeno giamaicano fa una sgambata in 50.81, tanto per controllare se la pista è di suo gradimento, l’indiano Tamilarasan è secondo e l’azzurro occupa l’ultimo posto buono per la qualificazione diretta con un 51.91 che non è troppo distante dal personale. Niente da fare per Cesati che chiude la classifica della sesta batteria in 53.35.
 
Asta F – Finale
Wilma Murto
Wilma Murto

Da quando è iniziata la stagione all’aperto la finlandese Wilma Murto non è riuscita a tornare nemmeno vicina al suo primato mondiale di 4.71m ottenuto in sala, ciò nonostante questa misura faceva di lei la favorita della vigilia insieme alla venezuelana Peinado e alla svizzera Moser.

La sudamericana, che per buona parte dell’anno si allena proprio in Polonia, entra in gara a 4.20 e fa percorso netto fino a 4.40, mentre le sue avversarie sbagliano molto e rischiano di prendere la via degli spogliatoi. A questo punto però i ruoli si capovolgono e l’elvetica ritrova il bandolo della matassa e supera al primo tentativo tutte le misure fino a 4.55m, Peinado invece deve arrendersi a 4.45m. La nordica si trova a inseguire la medaglia d’oro che sembra accasarsi sulle Alpi e alza la posta a ogni tentativo fino al terzo errore a 4.60m che le mette al collo il bronzo.
 
Disco F – Finale
L’oro del disco femminile era stato prenotato da tempo dalla montenegrina Kristina Rakocevic, ma si sa che le prenotazioni vanno poi confermate sul campo. La discobola d’oltre Adriatico ci ha messo due lanci per prendere la testa della classifica e un terzo per sigillarla definitivamente con un 56.36m che oggi non permetteva repliche. Alle sue spalle l’australiana Kirsty Williams, miglioratasi fino a 53.91m e la moldava Emelianov molto distante dalle sue migliori prestazioni a cui sono serviti tre lanci per agguantare il bronzo a 53.08m. Male anche l’americana Bruckner fermatasi a 52.04m.
 
400 ostacoli F – Semifinale
Una semifinale mondiale è un traguardo di cui Eleonora Marchiando può essere più che fiera. Quinto posto in 58.88, a soli 13 centesimi dal pb ottenuto in batteria. Veramente due belle prove da parte dell’allieva di Eddy Ottoz.
 
400 metri M – Semifinale
Vladimir Aceti ferma il cronometro su 47.41, si migliora rispetto alle batterie e chiude all’ottavo posto la prima semifinale. Per continuare l’avventura serviva 46.41, troppo per il russo di Giussano che può comunque tornare a casa con un bel sorriso.
 
Triplo M – Finale
Fa male scorrere la classifica del triplo. Fa male perchè se la stagione di Tobia Bocchi non fosse stata
Tobia Bocchi
Tobia Bocchi
un vero e proprio calvario nei piani altissimi di questa lista di misure ci sarebbe anche il suo nome.
Il tandem cubano Martinez-Napoles rispetta al 100% i pronostici e va a prendersi i primi due gradini del podio. Martinez al terzo salto si ricorda di essere un mezzo fenomeno e piazza un 17.06m che è anche la WL juniores. Napoles si ferma a 16.62m e il bronzo va al francese Rafin che avvicina il pb atterrando a 16.37m. Dispiace pensare che il neo-carabiniere parmense lo scorso anno era atterrato a 16.54m, ma va detto che ieri l’azero Babayev, vincitore degli europei 2015, ha saltato 15.74, esattamente come lui. Purtroppo una brutta stagione può capitare.
 
400 metri F – Finale
Essere i favoriti a volte non porta bene. E’ quello che è successo alla giamaicana Junelle Bromfield che sembra addormentarsi sui blocchi allo sparo. A schizzare via invece sono la sua connazionale Tiffany James e l’americana Lynna Irby che arriveranno in quest’ordine sul traguardo. L’australiana Thornton è alle loro spalle ma non si tuffa sulla linea d’arrivo, cosa che invece fa la Bromfield in rimonta soffiandole la medaglia per pochi millesimi.
 
1500 metri M – Finale
Il ritmo da podistica domenicale ha fatto sì che la gara si risolvesse negli ultimi metri e con un riscontro cronometrico non proprio entusiamante: 3.48.63. A vincere è stato il favorito della vigilia, il keniota Kumari Taki, che ha percorso gli ultimi metri in “caduta libera” davanti all’etiope Taresa Tolosa che ha avuto il suo bel da fare per evitare di calpestarlo sul traguardo. Bronzo all’altro keniota Kiptoo e un ottimo quarto posto per il francese Mischler.

Samantha Watson
Samantha Watson

800 metri F- Finale

Con le prime sei delle liste mondiali assenti per scelta tecnica o per infortunio la diciassettenne americana Samantha Watson era la favorita per la vittoria e così è stato. Un primo giro tatticamente accorto per poi premere sull’acceleratore dopo la campana chiudendo in 2.04.52. Dietro di lei l’altra half miler a stelle e strisce Aaliyah Miller che chiudendo in 2.05.06 ha preceduto di pochi centesimi l’etiope Ketema.
110 ostacoli M – Finale
Marcus Krah, il piccoletto americano con la dinamite dentro alle scarpe, ha rispettato i pronostici della vigilia è si è messo al collo la medaglia d’oro eguagliando il personale di 13.25. Argento per il suo compagno di squadra Amere Lattin (13.30, pb) e il giapponese Takumu Furuya che oltre al bronzo porta a casa anche il nuovo record asiatico di categoria in 13.31. Quarto il baby fenomeno giamaicano De’Jour Russell (classe 2000) che non è stato capace di ripetere il fantastico 13.20 della semifinale chiudendo 19 centesimi sopra.
100 metri F – FinaleLa diciassettenne statunitense Candace Hill fa il bis e dopo il titolo Allieve dello scorso anno a Calisi prende anche quello under 20 rovinando un po’ la festa alla beniamina di casa Ewa Swoboda che aveva focalizzato su questo appuntamento tutta la sua preparazione. 11.07 il tempo della teenager americana che cancella dall’albo dei record dei campionati un nome illustre della velocità, quello di Veronica Campbell-Brown. Nuovo record nazionale di categoria in 11.12 per la beniamina di casa che fra pochi giorni volerà verso Rio de Janeiro, così come Khalifa St Fort, bronzo in 11.18 che continua la solida tradizione nello sprint di Trinidad e Tobago.
Candace Hill
Candace Hill

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