“On your marks!” – Bydgoszcz 2016. Quarta giornata. Zayas sul tetto del mondo. Norman Jr fa “cento” per gli Usa

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La migliore notizia della quarta giornata di gare è che il martello dello spagnolo Alberto Gonzalez che è finito sul tavolo della giuria non ha ucciso il giudice. Tutto il resto passa in secondo piano, ma lo raccontiamo ugualmente.
100 ostacoli  F – Batterie
Nicla Mosetti impiega 13.72 per superare i dieci ostacoli, solo quattro centesimi in più di quanto le era servito per vincere il titolo italiano a Bressanone e oggi anche la fortuna è dalla sua parte. Il suo è l’ultimo tempo di ripescaggio per la semifinale. Disco rosso invece per Abigail Gyedu per lei però c’è la soddisfazione di aver portato il personale a 13.96.
Abigail Gyedu - foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo
Abigail Gyedu – foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo
800 metri M – Batterie
C’è veramente poco da dire. Dopo un contatto ravvicinato con un virus e dopo aver passato un giorno e mezzo a letto se corri un 800 in 1.55.92 sei sulla buona strada per fare i miracoli. Tanto di cappello per Gabriele Aquaro.
 
1500 metri F – Batterie
Chiara Ferdani ci ha provato fino all’ultimo a inseguire il sogno proibito di agguantare un posto in finale nonostante gli accrediti la mettessero nella parte bassa della starting list.
Alexa Efraimson
Alexa Efraimson

Una gara dall’andatura piuttosto sostenuta gestita prima dall’americana Efraimson, poi dall’etiope Worku che quando manca un giro e mezzo alla fine decide di cambiare marcia. Se ne vanno in quattro e le altre restano a lottare contro il cronometro. Lotta vinta con il nuovo personale di 4.23.07,ma l’ultimo tempo di ripescaggio è a poco più di un secondo.

200 metri F – Batterie
L’avventura polacca di Sofia Bonincalza dura 24 secondi 14 centesimi e una frazione di staffetta. La lombarda ha un grosso credito con la fortuna: per la semifinale servivano soltanto tre centesimi in meno.
4X100 F – Batterie
E’ notorio che la dea bendata giochi un ruolo importante nella staffetta veloce e la prima batteria di oggi lo ha confermato ancora una volta.
Trinidad non si presenta sui blocchi, Paesi Bassi e Repubblica Ceca non portano al traguardo il testimone, la Giamaica viene squalificata. Risultato vittoria spagnola in 45.10 e secondo posto e finale per le incredule ecuadoregne con un modestissimo 46.20, peggior tempo del turno.
Formazione Italiana. Zaynab Dosso è una formidabile partente, più che logico che ci sia lei in prima frazione. Poi Bonincalza, Niotta Desola Oki a cui viene affidato il compito di chiudere il cerchio. Tutto perfetto fino all’ingresso sulla seconda curva quando qualche meccanismo si inceppa, sul finale Oki recupera e chiude in 45.50. Niente da fare per la finale.
Salto in alto m – Finale
La gara perfetta da ieri sera esiste e l’ha realizzata un diciannovenne cubano che risponde al nome di Luis Enrique Zayas. Entrato in gara a una quota piuttosto bassa (2.05), il caraibico ha affrontato tutte le misure previste dalla progressione e le ha superate tutte al primo tentativo, compreso il salto a 2.27 che gli ha dato la medaglia d’oro e il record mondiale stagionale. Zayas non è il primo cubano a vincere un titolo mondiale juniores nell’alto, trent’anni fa ad Atene ci riuscì un tale Xavier Sotomayor.
Luis Enrique Zayas
Luis Enrique Zayas
Curiosità: la curva della rincorsa del salto in alto non è l’unica in cui se la cava bene, il suo personale sui 200 metri è di 21.64.
Il secondo gradino del podio è andato all’americano Darius Carbin che ha migliorato per due volte il personale all’ultimo tentativo disponibile prima a 2.23m poi a 2.25m. Bronzo per il “nipotino” di Mutaz Barshim, il quatariota Hamdi grazie al suo 2.23m passato alla terza prova.
Eptathlon
Una settimana fa l’austriaca Sarah Lager per soli 11 punti si piazzava seconda, non senza un po’ di delusione, ai Campionati Europei under 18 di Tbilisi, oggi stacca di 35 punti la cubana Adriana Rodriguez nella corsa per la vittoria al titolo mondiale juniores con una gara tutta in rimonta, con le ultime due gare a fare la differenza. Stranezza (e bellezza) delle prove multiple.
Salto in lungo F – Finale
Come avevamo scritto nella preview dedicata a questa gara era assolutamente impossibile fare un pronostico su chi si sarebbe messo al collo la medaglia d’oro di questa gara perchè le ragazze erano tutte racchiuse in un fazzoletto e il fatto che la francese Yanis David abbia avuto la meglio sulla tedesca Sophie Weissenberg  per soli due centimetri (6.42m il miglior balzo della transalpina) ha confermato la nostra convinzione. Anche la medaglia di bronzo ha preso la via di Parigi grazie al 6.33m di Hilary Kpatcha.

 

400 ostacoli M – Semifinale

E’ mancato veramente poco a Gabriele Montefalcone per riuscire a fare quella che comunemente si

Gabriele Montefalcone
Gabriele Montefalcone

definisce un impresa: essere uno dei migliori otto quattrocentisti a ostacoli del mondo. Il romano parte piuttosto bene e spinge a tutta, sul rettilineo finale le gambe si induriscono un po’ ed è il carattere a continuare a spingere. Il 51.70 finale, a pochi centesimi dal personale, è la bella fotografia di una gara tutta al massimo.

3000 siepi F – Finale Una gara con la solita divisione Africa contro resto del mondo. Dopo un primo chilometro sul piede di 3.13, la diciassettenne keniota Chespol ha deciso di mettere un po di pepe alla gara dando uno strattone che ha preso a schiaffi il gruppo con il passaggio ai 2000 metri di 6.16. Da lì in poi una lunga cavalcata verso il 9.25.15 finale e lotta soltanto per il secondo posto andato all’etiope naturalizzata Bahrein Getnet in 9.34.08 e bronzo all’etiope rimasta in patria Belachew in 9.37.17.
Secondo titolo mondiale consecutivo dopo quello under 18 di Cali per la Chespol che ora può mettere nel mirino il record mondiale di categoria di 9.20.37. Ha altri due anni per riuscirci.
Lancio del martello M – Finale
La vittoria di Bence Halasz (Ungheria) che ha stampato un 80.93m di tutto rispetto ha confermato i pronostici della vigilia sui medagliati così come il bronzo del finlandese Jakkola arrivato a 77.88m.
Non si può nemmeno classificare come sorpresa l’argento dell’ucraino Piskunov che ha aggiunto più di mezzo metro al personale. A rubare la scena a tutti ci ha pensato lo spagnolo Gonzalez che dopo aver portato il personale a 75.52m ha infilato tre nulli, l’ultimo dei quali, come dicevamo in apertura, è rimbalzato contro la struttura della gabbia e solo per miracolo non ha causato una tragedia. Di certo una gara indimenticabile sia per il giudice rimasto ferito che per il lanciatore iberico.
400 metri M – Finale
Fuori il fenomeno del Botswana Baboloki Thebe per la sualifica per invasione di corsia, le porte per la vittoria si sono spalancate per Abdalelah  Haroun (Quatar, 44.81) che non si è lasciato sfuggire
Abdellah Haroun
Abdellah Haroun
l’occasione. Assolutamente evidente il divario fra il rappresentante del paese del golfo persico e tutti gli altri che si è manifestata in una differenza di circa 40 centesimi rispetto all’americano London (45.27) e e di 60 rispetto al connazionale di Thebe,  Karabo Sibanda che ha chiuso in 45.45.
400 ostacoli F – Finale
La disarmante facilità con cui Anna Cockrell ha imposto distacchi da tappone dolomitico alle avversarie avrebbe potuto far pensare a uno spettatore distratto che si trattasse di una semplice batteria di qualificazione. Il 55.20 dell’americana, miglioratasi di sette decimi in un solo colpo, ha messo in fila la giamaicana Kalawan (56.54) e la canadese Santiago (56.90). Soltanto il fenomeno McLaughlin avrebbe potuto tenerle testa.
200 metri M – Finale
La medaglia d’oro numero 100 degli Usa nella storia dei Mondiali under 200 è arrivata nella tarda serata di ieri per merito di Michael Norman Jr. Il diciannovenne ragazzone di San Diego, un metro e ottacinque per 78 kg, la fascia con il baffo ben evidente sulla testa, ha vinto per distacco con il suo 20.17, record dei campionati a soli tre centesimi dal personale. Tlotliso Leotlela (Sudafrica) festeggia sulla distanza doppia la medaglia sfuggitagli per due centesimi sui 100 metri fermando il cronometro sul tempo di 20.59, mentre il giamaicano Nigel Ellis con 20.63 è davanti a Munyai (20.77) impedendo che siano due le bandiere di Pretoria a sventolare sullo stadio di Bydgoszcz
 

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