“On your marks!” – Bydgoszcz 2016. Quinta giornata. India, British Virgin Island….il mondo si allarga

4X100BydgoszczNessuna delle trentatre medaglie della penultima giornata è finita al collo di un azzurro, ma i settimi posti di Sara Fantini nel martello e della 4X100 maschile e il decimo di Matteo Capello nell’asta rendono comunque sereno il cielo su casa Italia.
Marcia 10 km M – Finale
Il primo colpo di pistola del mattino di Bydgoszcz è quello che da il via alla lotta per le medaglie della marcia. Se ci fosse un premio per la combattività Callum Wilkinson avrebbe fatto l’accoppiata con la medaglia d’oro.
Callum Wilkinson
Callum Wilkinson

Quando ha battezzato il ritmo come troppo lento il britannico non ha indugiato a selezionare il gruppo con le sue accelerazioni che hanno portato alla formazione sugli ultimi giri di un

plotoncino di quattro elementi con l’ecuadoregno Amores, l’etiope Algaw e il turco Korkmaz. Ennesimo strappo alla campana che mette in mostra le difficoltà dell’africano. Arrivo allo sprint dove lo spunto di Williamson avuto la meglio sul sudamericano e sul turco. Bravi il fabrianese Giacomo Brandi (quindicesimo) e il fiorentino Coppini (trentaseiesimo) entrambi al personale.
Lancio del disco M – Qualificazioni
La Polonia non porta bene a Leonardo Fabbri che rimane deluso anche dalla gara del disco. Per lui soltanto 52.09m, oltre cinque metri al di sotto del personale che lo avrebbe portato in finale, e due nulli. Decisamente qualcosa non ha funzionato in questa trasferta mondiale.
5000 metri F – Finale
Le 10.30 del mattino non sono un orario abituale per assegnare un titolo iridato in una gara di mezzofondo prolungato, ma l’ora inconsueta non cambia la tradizione di queste specialità.
Bisogna scorrere la classifica fino all’ottavo posto della giapponese Kaseda per trovare una non africana di fatto. Le atlete del Bahrein non possono di certo essere considerate asiatiche.
Oro per l’etiope Kalkidian Fentie che si migliora di oltre un minuto fino a 15.29.64, poco meno di due secondi più indietro la keniota Chepkirui e Rebitu (Bahrein)
Salto Triplo F – Finale

Completamente stravolti i pronostici della vigilia con la cubana Davisleydi Velazco che sembra irriconoscibile e si ferma in un malinconico dodicesimo posto a 12.83m.

Ting Chen
Ting Chen

La medaglia d’oro resta oltre un metro più in là grazie al 13.85m che per la cinese Ting Chen rappresenta il secondo miglioramento del pb dopo quello già ottenuto in qualifica. Due gare più che proficue per lei che partiva da un 13.54m che in teoria la vedeva fuori dai giochi per la vittoria.

Personale anche per la greca Romeou che si ferma a 13.55m per l’argento e miglior salto dell’anno per la rumena Anitei a 13.49m.
4X400 F – Batterie
Serve arrivare almeno terze per prenotare una corsia in finale per la staffetta del miglio e Borga, Tirnetta, Marchiando e Mangione portano a casa il compito in 3.38.23 con lo stesso tempo al centesimo delle padrone di casa. Su un altro pianeta le quattro giamaicane che fanno il miglior tempo dell’anno in 3.33.18.
4X400 m – Batterie
Biglietto per la finale conquistato anche per la staffetta maschile che schierava Mezzaluna, Aceti, Lopez e Sibilio, il neo campione europeo under 18 dei 400 ostacoli. 3.09.42 il crono con cui gli azzurri hanno agguantato il terzo posto che mette la “Q” maiuscola di fianco al risultato.
Martello F – Finale
Sara Fantini piazza un primo lancio a 59.56m che fa sognare. Purtroppo secondo e terzo turno non danno i frutti sperati e la lanciatrice del Cus Parma è la prima delle escluse dai tre lanci di finale e per lei si apre il dilemma classico: essere soddisfatta per il settimo posto mondiale o avere un po’ di rammarico per una medaglia che era nelle sue possibilità? Parere peresonale: Pollice alto Sara!
Il podio: Llano (Norvegia) 64.33m, Hulley (Australia) 63.47m, Koskinen (Finlandia) 62.49m.
 
Deakin Volz
Deakin Volz

Salto con l’asta M – Finale

Il torinese Matteo Capello non è uno che si accontenta e fa bene. Entra a cinque metri, supera i 5.20m al secondo, poi buona la prima a 5.30m, la quota del personale. A questo punto decide di passare a 5.40m, quota che poteva essere buona per fare la differenza. Niente da fare e decimo posto per lui, ma complimenti per il carattere. Sul gradino più alto del podio L’americano Deakin Volz che si è arrampicato fino a 5.65m (più 5 centimetri sul personale) davanti al’australiano Marschall (5.55m) e lo svedese Duplantis che lascia, un po’ a sorpresa la medaglia di legno al greco Karalis che era uno dei più attesi.

 

 
100 ostacoli F – Semifinale

 

Anche Nicla Mosetti figura nella lista degli azzurri che possono tornare a casa con un bel sorriso stampato sul viso. Il bilancio personale della triestina vede nella colonna “+” il passaggio in semifinale e il personale ritoccato di un centesimo (13.77). Si poteva chiedere di più?
200 metri F – Finale
Il Bahrein si porta a casa un’ennesima medaglia d’oro grazie alla nigeriana naturalizzata Odiong che tira la curva benissimo e arriva sul traguardo con un buon margine in 22.84. La colombiana Rivera si rifà della delusione sui 100 metri con un argento che arriva con il nuovo pb a 23.21, mentre la francese Raffai si mette al collo la medaglia di bronzo in 23.48.
Lancio del giavellotto M – Finale

Ribadiamo il concetto: l’atletica è sempre più globale e il giavellotto sembra essere diventato la specialità che meglio rappresenta questa trasformazione.

Neeraj Choopra
Neeraj Choopra
L’epoca in cui le classifiche erano dominate da atleti del vecchio continente sta finendo nel cassetto grazie a una nuova generazione di lanciatori. Ieri è toccato all’indiano Neeraj Chopra che al secondo passaggio in pedana si è preso la medaglia d’oro e ha aggiunto un paio di metri al record mondiale junior del lettone Sirmais con una cannonata da 86.48m. La linea degli 80 metri è rimasta tabù per tutti tranne che per il sudafricano Grobler (80.59m) che ha superato nella lotta per l’argento Anderson Peters, 79.65m da Grenada, altro paese dalla tradizione non proprio consolidata.

 

5000 metri M – Finale

Niente di nuovo sotto il sole nell’andamento dei dodici giri e mezzo. Davanti la marea nera che

aron kifle
aron kifle

impone ritmi impraticabili per tutti gli altri e dietro, appunto, tutti gli altri.

L’eritreo Kifle si incarica di dettare l’andatura e chiude i primi due chilometri in 5.26. A dargli il cambio si presenta in testa il keniota Wesley Ledama che decide di dare un’altra scrollatina al gruppo di testa che dopo due giri si riduce a sole cinque unità. Alla fine Kifle e Koech (Kenia) abbandonano la compagnia molto prima del traguardo e la questione medaglie diventa una questione privata fra Barega (Etiopia), Direh (Gibuti) e Ledama che si piazzano in quest’ordine al termine dello sprint assassino lanciato a 150 metri dall’arrivo.
Gli azzurri Polikarpenko e De Caro se la cavano piuttosto bene per essere “visi pallidi” e chiudono entrambi al di sotto dei loro precedenti personali. 14.20.39 e 14.48.82.
 
400 ostacoli M – Finale
Il giamaicano Jaheel Hyde è meno fenomeno del solito, ma questo non basta all’americano Taylor McLaughlin per strappargli dal collo quella medaglia che gli era stata assegnata dai pronostici. Hyde si “limita” a chiudere in 49.03 per vincere senza patemi, a McLaughlin servono 42 centesimi in più per concludere la sua fatica e sul terzo pennone sventola una bandiera che non ha troppa dimestichezza con le manifestazioni internazionali, quella delle Isole Vergini Britanniche grazie al 49.56 di bronzo di Kyron McMaster.
4X100 M – Finale

Lo spoiler aerodinamico di Nicholas Artuso taglia bene l’aria di Bydgoszcz, ma i cambi non sono proprio esaltanti, soprattutto il secondo che già in batteria non era sembrato brillantissimo.

Kyron Mcmaster
Kyron Mcmaster

Quando il testimone arriva a Tortu il distacco è già sensibile, ma il lanciato di “San Filippo” riesce ancora una volta nel miracolo di risalire almeno una posizione. Gli americani fanno…gli “americani” e piazzano il miglior risultato stagionale (38.93) davanti al Giappone che riscrive il record continentale di categoria in 39.01. Terzo posto per i tedeschi che portano il primato di Germania a 39.13.

4X100 F – Finale
Se la medaglia d’oro della staffetta andasse a chi esegue meglio i cambi la squadra americana non sarebbe nemmeno finita vicino al podio, ma poichè la regola vuole che a vincere sia chi porta più velocemente il testimone al traguardo…
Avere poi una come Candace Hill a dover concludere lo sforzo aiuta non poco a portare a casa il risultato. La vincitrice dei cento ha preso il bastoncino in terza posizione e ha annichilito la frazionista francese e quella tedesca che hanno soltanto potuto guardarla scivolare via. 43.69 per il quartetto a stelle e strisce, 43.82 per le “bleus” e 44.18 per la Germania

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