Fidal, il Direttore Tecnico Magnani si dimette

Massimo Magnani
Massimo Magnani

Lo abbiamo scritto ieri nella lettera aperta ai candidati alla Presidenza Fidal, lo ribadiamo anche oggi: il disastro della nostra atletica a Rio non stato causato da motivazioni contingenti e imprevedibili, ma ha le sue radici in anni e anni di errori programmatici e nella autoassoluzione da ogni colpa da parte di chi avrebbe dovuto verificare che i progetti messi in campo venissero portati avanti correttamente e che dessero i risultati auspicati.
In un’intervista rilasciata oggi alla Gazzetta dello Sport, il Direttore Tecnico Massimo Magnani è il primo a invertire la tendenza e a farsi carico delle proprie responsabilità, anticipando che intende abbandonare l’incarico affermando che la situazione è grave e va affrontata senza indugi.

 “Perché mi assumo le responsabilità che mi spettano: i risultati olimpici non sono stati pari alle attese. Il presidente non accetta la mia volontà, vorrebbe fare un esame approfondito. La prossima settimana ci incontreremo. Ma, a malincuore e senza in alcun modo sbattere la porta, scelgo di non continuare”

Magnani spiega poi alla “rosea” che la sua decisione è dovuta al fatto che ritiene di avere delle responsabilità, ma che tutte le decisioni sulla gestione sono sempre sta

Stefano Baldini
Stefano Baldini

te prese a livello collegiale che si augura che la sua decisione “induca altri a far valutazioni circa il proprio operato”.

L’oramai ex DT poi analizza quelli che secondo lui sono stati gli errori commessi e quale potrebbe essere la strada che potrebbe percorrere il suo successore per porvi rimedio.
Le ultime parole sono proprio per Stefano Baldini, l’olimpionico della maratona di Atene, che sembra essere il più probabile candidato alla sua successione.

“Ha requisiti, caratteristiche, personalità, competenza e carisma. Ma se sarà lui e non sarà messo nelle condizioni migliori per operare, rischia di cambiar poco”

E allora non ci resta che sperare che il prossimo comandante in capo riesca a metterlo in condizione di operare i necessari cambiamenti.

 

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