Il bandito e il campione. Il fratello di Mo Farah verso l’espulsione dalla GB

Non serve una scheda biografica per raccontare chi è Mohamed Farah,  alias “Mo”.
Il suo palmares, lungo come l’elenco telefonico di Londra, e la sua storia sportiva, piena di successi in tutti i settori del mezzofondo prolungato, dal cross alla mezza maratona, sono il miglior identikit che si possa tracciare. Una carriera che ha fatto di lui un idolo assoluto per gli sportivi del Regno Unito e che, secondo rumors sempre più insistenti riportati dalla stampa inglese, potrebbe vMo Farahalergli il conferimento del titolo di Cavaliere da parte di Sua Maestà.

La sua movimentata storia familiare parte da lontano, da quando nel
1991 il padre Muktar si trasferì in Inghilterra con tre dei suoi bambini, lasciando in Somalia la moglie Amran insieme ad altri figli fra cui il gemello del pluricampione olimpico, Hassan.
Le strade dei “Farah brothers” si divisero molto presto. Fin dai primi anni di scuola il talento per la corsa del giovane immigrato non  passò inosservato e, per inseguire il sogno di diventare un atleta professionista, Mo lasciò la casa in cui viveva con il padre in una situazione piuttosto precaria per trasferirsi prima da una zia, poi presso il St Mary’s College di Twickenham.

Ahmed Farah
Ahmed Farah

Altrettanto rapidamente fu chiaro che il fratello minore Ahmed, oggi ventisettenne, era dotato di tutt’altro genere di talento: quello di cacciarsi nei guai. Le sue frequentazioni di ambienti a dir poco discutibili e la sua passione per l’alcol, lo portarono diverse volte ad avere a che fare con la giustizia britannica fino a quando, nel 2011,  venne condannato a quattro anni e mezzo di carcere per aver accoltellato un uomo durante una rissa.
Scarcerato anticipatamente nel 2014, attualmente Ahmed  è in attesa di conoscere le decisioni del Ministero degli Interni della Corona che pare intenzionato ad espellerlo verso il suo paese di origine.

In una lunga e, lasciatecelo dire, tanto ruffiana intervista rilasciata al Sunday Mirror, il fratello del pluricampione olimpico ha raccontato la sua paura.

“Se dovessi tornare in Somalia non sopravviverei. Non ho legami laggiù e la gente non mi vedrebbe come uno di loro. Sarei una mosca nel latte, un rinnegato, uno la cui famiglia è fuggita anni fa e che ora non è certamente il benvenuto.” 

“Io sono mussulmano, prego regolarmente e ho fede in Dio, ma non posso togliere i tatuaggi che ho addosso e che sono proibiti dalla legge della Sharia che vige in Somalia.”
“Davvero non saprei che fare. Se dovessero espellermi verrei portato in aeroporto, mi farebbero salire su un volo e poi? Cosa dovrei fare? Dove dovrei andare?”
“Non ero un mostro ma ho fatto un mucchio di errori. Bevevo, ma non posso dare la colpa all’alcol. Posso soltanto alzare le braccia e dire che gli errori che ho fatto non li rifarei più. La prigione ha fatto di me una persona migliore.”

A quanto risulta l’unico membro della famiglia con cui il formidabile fondista sarebbe ancora in contatto è il gemello Hassan, che ha aiutato ad emigrare nel Regno Unito nel 2012. Mahad invece, un altro fratello che attualmente divide con Ahmed un monolocale nell’estrema periferia Ovest di Londra, racconta che con Mo i rapporti sono cessati da tempo, al punto che hanno appreso solo dai giornali del suo matrimonio avvenuto nel 2010 ma aggiunge che, arrivati a questo punto, la sua influenza potrebbe essere l’unica opportunità per impedire l’espulsione.

Hassan Farah
Hassan Farah

“Sarebbe bellissimo se Mo potesse aiutarlo, ma ci sono migliaia di persone in difficoltà là fuori e il solo fatto che nostro fratello sia famoso non significa che debba andare a cercare di mettere una buona parola con il Primo Ministro. A dire il vero mi chiedo se  Mo sappia costa sta succedendo ad Ahmed”
“Siamo tutti felici e orgogliosi per i suoi successi, ma il fatto che non abbia nessun contatto con noi ci pesa moltissimo. Capisco che stia lavorando duro per costruirsi una carriera, ma dovrebbe restare in contatto con la sua famiglia”

Nonostante questa intervista, realizzata forse anche per fare pressione sulle autorità, le nuvole sull’orizzonte di Ahmed Farah sembrano addensarsi sempre di più.
Secondo “The Telegraph” infatti, un funzionario degli Affari Interni interpellato in proposito, avrebbe negato qualunque commento riguardante la posizione di un singolo individuo, ma avrebbe aggiunto anche una frase ben poco rassicurante.

“Questo governo mette gli interessi del popolo britannico davanti a quelli dei criminali. E gli stranieri che abusano della nostra ospitalità e che commettono crimini nel nostro Paese non devono avere dubbi sulla nostra determinazione nell’espellerli”

Intanto Mo continua a correre. Come quando era bambino…

Mo Farah bambino

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