Doping World – A Ypsi Moreno l’oro del martello di Pechino

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Le nuove analisi rivelano che la bielorussa Miankova aveva assunto steroidi prima delle Olimpiadi di Pechino.
L’oro del martello passa alla cubana Moreno. Ma quanto vale una vittoria riconosciuta dopo otto anni?

Il 24 novembre del 2014 nella città messicana di Veracruz, pochi giorni dopo il suo trentaquattresimo compleanno, la martellista Ypsi Moreno si aggiudicava la sua ultima competizione internazionale, i Caypsi-moreno-5mpionati Centroamericani e Caraibici, fissando il record della manifestazione a 71.35.
Sarebbe potuto essere un alloro trascurabile nel ricchissimo palmares della tre volte iridata se, subito dopo la gara, la campionessa cubana non avesse annunciato al mondo sportivo la sua decisione di abbandonare l’agonismo. “Mio figlio Abdel ha cinque anni, è ora che mi dedichi soltanto a lui”.
Dopo diciassette anni passati sulla ribalta internazionale la Moreno, una delle martelliste tecnicamente più abili di tutti i tempi, si ritirava a vita privata con un solo rammarico: non essere riuscita a mettere al collo l’oro olimpico.
Non aveva ancora compiuto vent’anni quando si piazzò quarta nella finale di Sidney 2000 vinta a sorpresa da una ragazzina polacca, la sfortunatissima Kamila Skolimowska, all’epoca non ancora diciottenne. Un anno dopo, ai mondiali canadesi di Edmonton, fu lei a salire sul gradino più alto del podio inaugurando una striscia di vittorie che continuò nell’edizione di Parigi 2003 ed Helsinki 2005, in mezzo l’argento di Atene e un dominio indiscusso a livello continentale.
Furono soltanto due i centimetri che a Osaka 2007 consentirono a Betty Heidler di negarle il poker mondiale ypsi-moreno-3e le toccò di nuovo il secondo gradino del podio alle Olimpiadi di Pechino, quando a risuonare nel Bird’s Nest fu l’inno nazionale bielorusso grazie al 76.34 di Aksana Miankova.
Dopo otto anni quello che non le è riuscito sul campo le verrà dato dai laboratori di analisi. I re-test delle provette dei campioni biologici della bielorussa infatti hanno evidenziato tracce di steroidi anabolizzanti, nella fattispecie Turinabol e Oxandrolone, che non erano stati evidenziati dalle tecnologie di analisi utilizzate all’epoca ed è praticamente certo che alla Miankova venga revocato il titolo ottenuto in Cina per essere assegnato alla lanciatrice caraibica.
Si tratta dell’ennesimo capitolo della lunga storia di riscrizioni delle classifiche delle competizioni internazionali, che se da un lato fanno giustizia a posteriori dall’altro, proprio perchè in ritardo, non possono comunque ripagare appieno chi quella medaglia la riceve a distanza di anni, in modo anonimo e senza l’emozione di salire su un podio.
La nuova classifica della gara di Pechino migliorerà anche la classifica di un’atleta italiana, Clarissa Claretti, settima sul campo con un lancio di 71.33.

Sotto il video del lancio che le diede l’argento ai Mondiali di Osaka nel 2007

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