Rivedere i record? Primo passo di European Athletics

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La Federazione Europea, in stretto accordo con la Iaaf, vuole porre mano a un’approfondita revisione dell’albo d’oro dei record continentali, colmo di risultati quantomeno dubbi.
Verranno svelati veramente i segreti di Pulcinella?
Svein Arne Hansen presidente European Athletics

Quanto sono credibili i record dell’atletica leggera? Quanto devono al doping i risultati stratosferici di alcuni atleti? E’ mai possibile che, nonostante l’evoluzione della metodologia dell’allenamento e il miglioramento dei materiali, alcuni primati mondiali e continentali risalgano a più di trent’anni fa?
Dubbi e domande che circolano da anni fra gli addetti ai lavori senza trovare risposte condivise e che in diverse occasioni hanno portato all’ipotesi di azzerare l’albo dei primati dell’atletica per ripartire da capo con regole e controlli molto più serrati di un tempo.
Due le scuole di pensiero su questo spinoso argomento: da un lato i “garantisti”, fra cui la recordwoman scozzese di Maratona Paula Radcliffe, dall’altro i fautori di un repulisti generale. I primi sostengono che in questo modo verrebbero penalizzati anche gli atleti onesti, i cosiddetti “forcaioli” invece argomentano che il fenomeno del doping è una piaga diffusa che oggi, e ancor di più negli anni ’80 e ’90 per la carenza di controlli, ha falsificato i valori in campo, minando la credibilità di tutta l’atletica e in particolare del suo aspetto più spettacolare: il record.
Un primo passo in questa direzione fu mosso un anno fa dalla federazione di atletica scozzese che stabilì che gli atleti che in futuro risulteranno positivi a un controllo antidoping verranno privati degli eventuali record ottenuti precedentemente e depennati dalle graduatorie all time. Tuttavia l’iniziativa del board di Edimburgo ha ricevuto appoggio soltanto dalla UKA, la Federatletica della Gran Bretagna, ma non ha avuto seguito ufficiale a livello internazionale nonostante i buoni propositi in tal senso del neo-presidente Coe.

Eppur l’atletica si muove?

Almeno fino ad oggi.
European Athletics ha infatti reso noto di aver istituito una task force che avrà il compito di indagare su questi risultati dubbi che figurano nella lista dei record euopei.
L’irlandese Pierce O’Callagahn presiederà questo gruppo di lavoro che comprende varie figure professionali provenienti da tutto il continente (il rappresentante italiano sarà il giornalista Gianni Merlo) e che a settembre 2017 dovrà riferire degli eventuali riscontri al consiglio dell’ex EAA.
“Ottenere un record europeo è una delle massime aspirazioni per un atleta a livello continentale – ha dichiarato Svein Arne Hansen, chairman di European Athletics – e chi si fregia di questo onore dovrebbe essere una fonte di ispirazione per tutti gli altri e le sue prestazioni dovrebbero essere senza ombra e credibili al 100%. Purtroppo questo non si può dire per tutti i risultati che compaiono nella lista dei primati e per questo ho ordinato questa revisione.”

Gianni Merlo

“E’ una questione controversa e difficile – ha continuato il dirigente norvegese – Ho analizzato a lungo la situazione con il Presidente Coe e la Iaaf osserverà attentamente i risultati che scaturiranno prima di prendere iniziative a livello mondiale. I membri della commissione prima di arrivare a qualunque determinazione dovranno confrontarsi con le varie federazioni nazionali e con i direttivi della Iaaf e dell’associazione europea, ma vogliamo garantire la massima trasparenza a questo processo di revisione per cui terremo in massimo conto anche i contributi che potranno arrivare dal pubblico, dalla stampa e dagli atleti di ieri e di oggi.”

Insomma pare proprio che, pur con la lentezza e la “prudenza” tipica delle dirigenze sportive internazionali, i tempi siano maturi per svelare i segreti di Pulcinella di alcuni prestazioni che sono molto più che chiacchierate da qualche lustro.
Un primo lodevole passo avanti, una doverosa revisione dei “libri di storia”, ma se l’atletica vuole riconquistare la fiducia di chi la guarda e di chi la pratica dovrà trovare il coraggio di dissipare anche la nebbia che avvolge molte imprese di oggi, non solo quelle del passato.

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