Londra 2017. Van Niekerk raddoppia la sfida.

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Il sudafricano vuole emulare Michael Johnson. La prossima riunione del direttivo Iaaf dovrà decidere se accogliere la sua richiesta di modificare gli orari dei mondiali di Londra per consentirgli di inseguire la doppietta 200/400 che riuscì ad Atlanta allo sprinter americano.

 

Wayde Van Niekerk insieme alla sua coach Ans Botha

Quante volte sentiremo risuonare l’inno sudafricano ai prossimi mondiali? A deciderlo potrebbe essere (anche) il consiglio Iaaf che si terrà in questo fine settimana. Non sarà infatti la ben nota vicenda della 50 km di marcia l’unica decisione destinata a fare notizia.
Secondo il Times di Londra al vaglio di Sebastian Coe e dei suoi collaboratori passerà anche la richiesta del sudafricano Wayde Van Niekerk di modificare la calendarizzazione di 200 e 400 metri ai prossimi mondiali, cambiamento che potrebbe consentirgli di inseguire la medaglia d’oro in entrambe le specialità. L’olimpionico dei 400 piani avrebbe avanzato questa richiesta  poichè l’attuale programmazione della manifestazione iridata prevede che il primo turno dei 200 metri venga disputato circa due ore e mezzo prima della finale del giro di pista.
Non si tratterebbe di una novità. Modifiche di questo tipo sono già state adottate per Michael Johnson alle olimpiadi di Atlanta nel 1996 e per Allison Felix, che non potè beneficiarne per non aver superato i trials sui 200, lo scorso anno.
In ogni caso, indipendentemente dal fatto che la sua richiesta venga accolta o meno, il fenomeno di Bloemfonteine ha dichiarato già a gennaio scorso di voler partecipare a entrambe le specialità e la doppietta non è assolutamente da escludere. Anche perchè l’avversario più ostico, Usain Bolt, ha più volte dichiarato di volersi misurare soltanto nella gara più breve fino al suo definitivo ritiro dalle piste.
Se il giamaicano dovesse confermare le sue intenzioni dovremo rassegnarci a non vedere mai quello che potrebbe essere il duello più veloce di sempre fra due atleti quanto mai diversi.
“Sono un centista, un duecentista e un quattrocentista – ha detto al Times il ventiquattrenne spingbok – e il mio sogno è quello di ottenere tutti i record mondiali di queste specialità, chi non lo vorrebbe?”
Ma fra l’unico uomo al mondo ad aver infranto i muri dei 10″ sui 100 metri, dei 20″ sui 200 e dei 44 sui 400 e Usain Bolt le differenze non sono soltanto tecniche.

Usain Bolt e Andre De Grasse

“Un sacco di gente mi dice che dovrei essere più personaggio, fare l’intrattenitore. Io non sono quel tipo di persona, non ho quel carattere, ma conosco le qualità che ho in comune con Bolt e che mi portano dei vantaggi. Anche se non mi faranno mai vendere le t-shirt”.
Anche in assenza del primatista mondiale dei 200 il compito che Van Niekerk si è prefisso non sarà comunque facilissimo da portare a termine. Infatti se sui “quattro” è il numero uno indiscusso, sul mezzo giro di pista potrebbe trovare un osso duro nel giovane canadese Andrè De Grasse, argento ai giochi di Rio de Janeiro.

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