Siamo dei fessi. Ma siamo in buona compagnia

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Sorpresa! La mail sul mancato invio da parte della Riccardi dell’autocertificazione per i CdS a firma Marco Mannisi…non era di Marco Mannisi. La notizia in sè a oggi non ha avuto smentite, ma pare proprio che qualcuno abbia voluto lanciare un sasso e nascondere la mano. Cui prodest?
L’articolo che abbiamo rimosso dopo aver appreso del furto di identità

Il telefono squilla. 347… il numero sul display non è in memoria.
“Pronto…sono Marco Mannisi, quello vero…”
Inizia così una storia che non avremmo mai pensato di raccontare su Ottocorsie, un blog che si occupa di atletica leggera, argomento che non ritenevamo potesse mai avvicinarsi alle atmosfere delle spy stories o degli intrighi dei romanzi noir.
Qualche giorno fa avevamo ricevuto la copia di alcune mail che avevano come primo destinatario di una lunga lista, comprendente anche consiglieri federali e presidenti di società,  il segretario generale della Fidal.  Oggetto: “Riccardi Milano Non Presenta Modulo Autocertificazione”.  Una notizia. E che notizia!
Uno dei club più blasonati d’Italia, fresco vincitore della serie B della Coppa Europa per Club, estromesso dalle finali dei CdS per un errore amministrativo? Questa è una storia che va verificata e raccontata ci siamo detti. Come facciamo sempre in questi casi, abbiamo iniziato il processo di fact-checking. Ottocorsie è un piccolissimo sito, un minuscolo asterisco nel panorama dell’informazione sull’atletica italiana ma abbiamo una linea editoriale ben precisa: niente sensazionalismi a ogni costo, niente insulti, soprattutto niente “balle”.
Primo passaggio il sito della federatletica, dove abbiamo constatato che le classifiche dei CdS Assoluti erano sospese per controlli. “Forse oltre al fumo c’è anche l’arrosto” ci siamo detti.
Secondo step. Sito e pagina Facebook della società milanese: nada de nada, il deserto. Nessuno stupore. In una situazione simile il riserbo è d’obbligo.
Terza tappa cercare notizie sul firmatario della lettera. Google non concede a nessuno il beneficio dell’anonimato. “Marco Mannisi…dirigente sportivo…Libertas…Coni…Sport Club Catania…”.
A questo punto invece di riportare semplicemente quanto era scritto nella lettera, abbiamo contattato il Signor Mannisi per farci raccontare qualche dettaglio in più e la risposta non ha tardato ad arrivare: “Salve, sono a Sua completa disposizione per eventuali chiarimenti ed inoltro degli atti, le chiedo cortesemente di contattarmi via mail causa problemi di salute che mi affligono. Distinti saluti. Marco Mannisi”.
“E’ un signore con un po’ di anni sulle spalle, avrà difficoltà nel parlare”, ci siamo detti. Comunque niente di strano, interviste via posta elettronica ne abbiamo già fatte tante, è un modo come un altro.
Il resto è storia. Le risposte sono arrivate rapidamente e in allegato abbiamo ricevuto anche le copie di alcuni documenti, fra cui due mail inviate a Marco Mannisi da parte del Dottor Pagliara, Segretario Generale Fidal. Articolo pubblicato, un breve scambio di missive per discutere alcuni dettagli e un arrivederci reciproco. Per noi la storia finiva lì.

La lettera del Segretario Generale Fidal

Fino alla telefonata del vero Marco Mannisi che ci ha spiegato, molto cortesemente ma non senza un certo disappunto, che il suo account di posta è stato utilizzato a sua insaputa da una persona a lui ignota che ha inviato quelle mail a suo nome e ci ha giustamente chiesto di rimuovere l’articolo “incriminato” e pubblicare una rettifica per comunicare che lui non ha rilasciato nessuna delle dichiarazioni riportate.
Richiesta alla quale siamo ben lieti di adempiere, scusandoci per l’avvenuto, anche perchè siamo molto infastiditi da tutta questa vicenda e ci auguriamo che il Signor Mannisi, quello vero, decida di denunciare alle autorità il furto di identità di cui è stato vittima.
Siamo molto seccati di essere incappati in una beffa simile nonostante tutte le verifiche che abbiamo fatto e non ci consola nemmeno che abbiano creduto all’impostore anche i nostri ben più noti colleghi di Queenatletica  o alcuni alti dirigenti federali e di club.
Tuttavia questa storia lascia molti dubbi.
Tralasciando come sia stato compiuto il reato di sostituzione di persona, su cui eventualmente indagherà la polizia postale, ci stiamo ponendo alcune domande.

L’articolo pubblicato su Queen Atletica

La mail con la notizia del disguido che sarebbe stato compiuto dalla Riccardi non conteneva apparentemente nessun elemento che potesse danneggiare il suo estensore. Perchè scriverla rubando l’identità di un’altra persona? Quale interesse ha spinto il “falso Mannisi” a rispondere all’intervista? E soprattutto…con chi abbiamo avuto il “piacere” di farla?
In una delle mail che ci siamo scambiati il “falso Mannisi”, non sappiamo come chiamarlo altrimenti, scriveva: “grazie per avermi dato voce e resto a completa disposizione per qualsiasi altro chiarimento o approfondimento.”
Gli saremmo molto grati se volesse dare seguito a questa sua intenzione e, come abbiamo fatto in occasione della pubblicazione dell’articolo, rilanceremo questa errata corrige sui social network per dargli la possibilità di risponderci.

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